La difficile strada dell’Austria dopo la Seconda Guerra Mondiale

Correva il gennaio del 1950 e l’Austria ancora si dibatteva fra la scelta comunista, quella di popolari e socialisti (Volkspartei) e quella pangernamica e ultranazionalista che avrebbe puntato su un nome ben noto, quello di Otto Skorzeny (l’aviatore che aveva liberato Mussolini dalla prigionianell’albergo rifugio di Campo Imperatore, a 2112 metri, sotto lo sperone roccioso del Gran Sasso d’Italia).
Il 12 settembre 1943 un comunicato stampa recitava: Dal Quartier Generale del Führer, dodici Reparti di paracadutisti e di truppe di sicurezza germanici, unitamente a uomini delle SS, hanno oggi condotto a termine un’operazione per liberare il Duce, che era tenuto prigioniero dalla cricca di traditori. L’impresa è riuscita. Il Duce si trova in libertà. In tal modo è stata sventata la sua progettata consegna agli anglo-americani da parte del Governo Badoglio”.
La candidatura del soldato viennese, poi arruolatosi nelle SS dopo la notorietà acquisita
con l’operazione Quercia, una delle più rischiose di tutti i tempi, era voluta soprattutto dagli americani, che avevano trovato nel suo feroce anticomunismo. Dalla sua cattura, avvenuta da parte proprio degli americani in poi, fu un vero idillio la sua prigionia. Fu di fatto rilasciato e gli venne data la possibilità di trasferirsi in Spagna durante il periodo di Francisco Franco. Da una villa sulle colline di Madrid divenne il più affidabile elemento dell’asse Europa-America.
La stessa Austria si rifiutò sempre di pagare le penali post olocausto, pur avendo di fatto preso parte al Terzo Reich e all’attività antisemita. Lo stesso Hitler era austriaco.
L’Austria alla fine della guerra era stata così costretta a condividere il destino della Germania nazista con la divisione della stessa area di Vienna in quattro zone di occupazione fra inglesi, francesi, statunitensi e sovietici. Solo nell’anno 1955 l’URSS lasciò l’Austrialibera di autodeterminarsi.
Alla fine il caso saliente scoppiò ugualmente, quando il presidente austriaco Waldheim dovette ammettere il suo passato di attivista e responsabile di crimini di guerra fra le file naziste. Dopo cinque presidenti della repubblica post guerra, l’Austria non si era ancora liberata, nel 1992 delle ombre sui suoi uomini più rappresentativi.

Mauro Salucci

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Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia, collabora con diverse riviste e periodici. Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) . “Forti pulsioni” (2018) dedicato a Niccolò Paganini è del 2018 e l’ultima fatica riguarda i Sestieri di Genova