Coronavirus: iniziate le procedure di trasferimento dell’equipaggio della Rapsody in due strutture genovesi

Genova – Sono iniziate, e si concluderanno in serata, le operazioni di trasferimento dei 65 membri dell’equipaggio della motonave Rhapsody GNV che da alcuni giorni sono in isolamento fiduciario obbligatorio a bordo dopo che un passeggero  è risultato positivo al coronavirus una volta sbarcato in Tunisia, il 27 febbraio scorso, dopo l’imbarco da Genova.
I marittimi saranno ospitati in due strutture genovesi individuate dalla Protezione Civile e dalla Task Force sanitaria per l’emergenza Coronavirus.
L’operazione è gestita dalla Protezione civile regionale in collaborazione con la Prefettura, il Comune di Genova, Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), Asl3 e Grandi Navi Veloci.
51 persone dell’equipaggio andranno nel Centro Danilo Ravera di Viale Cembrano: una RSA nuova, idonea a ospitare persone in isolamento, dotata di camere con bagno che permettono un isolamento adeguato. I rimanenti 14 membri verranno ospitati invece in Largo Cattanei, a Quarto, in appartamenti messi a disposizione dal Comune di Genova (17 in tutto le camere disponibili). Le persone così sistemate staranno in isolamento fiduciario obbligatorio fino al completamento del periodo di 14 giorni prescritto e già iniziato a bordo. “È la prima operazione di questo genere che facciamo in Liguria – ha detto l’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedronea differenza di quanto avvenuto per le comitive di turisti che erano ospitate nelle strutture ricettive del ponente e che sono state riportate direttamente ai loro domicili. In questo caso invece abbiamo a che fare con l’equipaggio di una nave in parte italiano (provenienti da diverse località) in parte straniero. Era impossibile riportarli tutti a casa per concludere il loro periodo di isolamento. Per quanto riguarda l’equipaggio, le spese di affitto sono totalmente a carico dell’armatore: se la struttura di viale Cembrano si mostrerà adatta a questa funzione valuteremo se continuare come Protezione civile a manterla per gestire situazioni di questo tipo. È una prima risposta importante a un problema che oggi riguarda questo equipaggio ma che può diventare un modello per situazioni analoghe che possono verificarsi in qualsiasi momento e in tutta la Liguria”.

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