Coronavirus, Conte blinda l’Italia e nomina un Commissario delegato per l’emergenza

Roma – Misure sempre più forti e stringenti per ridurre ancora le possibilità di contagio ed evitare il collasso della struttura sanitaria nazionale. È questo il senso dell’annuncio del Premier Conte che questa sera, dopo aver ringraziato gli italiani “che stanno cambiando le abitudini di vita dando prova di grande unità, rigore e resistenza”, ricorda che “siamo i primi in Europa ad essere stati colpiti così duramente ma siamo anche quelli che per primi hanno reagito” e poi passa all’annuncio delle nuove restrizioni: “Questo è stato il primo passo e non l’ultimo. Ora è il momento di compierne un altro e per questo dispongo la chiusura di tutti i negozi, escluso chi vende generi alimentari di prima necessità, farmacie, edicole e tabacchi”.
Da stasera, dunque, serrande abbassate anche per parrucchieri, centri estetici, bar, e ristoranti che potranno fare solo le consegne a domicilio. Chiusi i reparti aziendali non necessari alla produzione.
Il suggerimento del Premier è quello delle ferie forzate, peccato che non faccia cenno alla cassa integrazione o al salario garantito per chi rimane a casa.

Restano in funzione i trasporti pubblici, le banche, le poste e le assicurazioni. Garantito il settore agricolo, zootecnico e della trasformazione che potranno continuare l’attività.
A quali rischi per i lavoratori di industria, produzione e servizi?

“L’effetto di questo grande sforzo potremo vederlo tra qualche settimana, e quindi se i  numeri del contagio dovessero aumentare, non è detto che avremo nuove misure”, continua Conte che alla fine del suo discorso alla Nazione comunica che nominerà “un Commissario delegato che lavorerà per potenziare la risposta delle strutture ospedaliere a questa emergenza sanitaria. Avrà ampi poteri di deroga e lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione e la distribuzione di attrezzature per terapia intensiva e subintensiva. Avrà anche il potere di creare nuovi stabilimenti di produzione per sopperire alle carenze riscontrate fino a qui”.
Il Commissario per il Coronavirus sarà Domenico Arcuri, AD di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

Bene l’idea di un Commissario delegato ma ci si aspettava una parola di più sulla sanità pubblica, oggi in trincea perché negli ultimi dieci anni ha perso 37 miliardi di euro di investimenti, 70.000 posti letto e ha chiuso 395 reparti.

Simona Tarzia

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