Coronavirus, firmato il Protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Como (CGIL): “Insufficiente e in ritardo”

C’è un’Italia che non si ferma. È quella delle fabbriche. 
Lo annuncia il Premier Conte commentando la firma del “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.
Così il Presidente del Consiglio su Twitter: “Dopo diciotto ore di un lungo e approfondito confronto, è stato finalmente siglato tra sindacati e associazioni di categoria il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per il bene del Paese, per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori. L’Italia non si ferma”.

Eliana Como

Ma non tutti sono favorevoli. L’accordo, sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria e Confapi, non piace alla corrente di minoranza della CGIL che lo giudica “insufficiente e in ritardo”.
“La paura e la frustrazione di chi è ancora costretto a lavorare non si risolve con guanti e mascherine o protocolli perlopiù non verificabili, non praticabili e nemmeno esigibili“, precisa la portavoce Eliana Como che poi aggiunge una riflessione sulla marea di piccole aziende in subappalto che ruotano intorno ai grandi colossi: “E cosa ne è di tutte quelle realtà produttive e di servizio dell’indotto, perlopiù piccole, in appalto e subappalto, non sindacalizzate e, soprattutto al Nord, piene di migranti che ancora più difficilmente possono pretendere il rispetto delle norme, a causa delle maggiori condizioni di ricatto?“.

La situazione è drammatica. In ballo ci sono l’economia di un Paese che va già a rotoli, e la salute “di tutta  la comunità perché continuare a uscire per andare al lavoro aumenta il rischio di contagio”, continua Como che ribadisce: “Avanti con le mobilitazioni ovunque possibile. Continuiamo a chiudere la chiusura x decreto – perché non basta x volontà delle imprese – dei posti di lavoro non necessari, ovunque, ma urgentemente in Lombardia e nei territori più colpiti. Questo paese può sopravvivere senza produrre x due settimane bulloni, automobili o lavatrici”.

MA COSA PREVEDE IL PROTOCOLLO CONTESTATO DALLA MINORANZA DELLA CGIL?
Il Protocollo contiene le linee guida per agevolare e uniformare le imprese nell’adozione delle norme anti-contagio, senza le quali non può avvenire la prosecuzione dell’attività produttiva. Nel dettaglio: si vanno a regolamentare gli ingressi in azienda, la gestione di mense, spogliatoi e aree fumatori, i dispositivi di protezione individuale e la risposta a un eventuale caso di coronavirus che si dovesse manifestare sul luogo di lavoro.

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