Coronavirus, un weekend di denunce a Genova: tra pescatori della domenica, falsi venditori di mascherine e amanti della tintarella

Genova – Andavano in giro suonando ai portoni dei palazzi del Centro Storico. Due genovesi che si spacciavano per venditori di mascherine sono stati denunciati sabato per inosservanza del DPCM 9 marzo.
Ma non sono i soli. Sono circa un centinaio i furbetti del decreto denunciati lo scorso week-end.
Ci sono i due runner che scorrazzavano in macchina alla ricerca di un luogo adatto per la corsa, ma con due canne da pesca che spuntavano dal bagagliaio. Sui vestiti numerose briciole, resti di un pic-nic appena terminato.
Poi c’è stato quello che voleva a tutti i costi mangiarsi una pizza seduto e che, quando il personale gli ha spiegato che la recente normativa prevede solo consegne a domicilio, ha spaccato inferocito la porta a vetri del locale. È successo sabato in via Vezzani, a Rivarolo.
Per non parlare degli irriducibili della tintarella che se ne infischiano del contagio e prendono il sole come un’allegra brigata della domenica sulla spiaggia di San Michele di Pagana.
E cosa ne pensate di quelli che sabato sono partiti da Torino con l’auto nuova per fare il rodaggio al motore e sono venuti fino a Genova perché c’è il mare?

Insomma, se non lo avete ancora capito, sappiate che l’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità prevede, ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro.
Dunque, chi non ha validi, urgenti e comprovati motivi per uscire, resti a casa.

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