Decreto “Cura Italia”, via libera dal Consiglio dei Ministri alle misure economiche per fronteggiare il Coronavirus

Roma – Varato oggi dal Consiglio dei Ministri il decreto “Cura Italia” che mette in atto una serie di misure economiche per far fronte all’emergenza Coronavirus in campo economico.
“Il Governo è vicino alle tante imprese, ai commercianti, ai liberi professionisti, alle famiglie, ai nonni, alle mamme, ai papà e ai giovani che stanno facendo un sacrificio per la salute di tutti”,  ha dichiarato il Premier Conte, oggi in conferenza stampa congiunta con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.
“Nessuno deve sentirsi abbandonato, è stato questo il nostro obiettivo fin dall’inizio, e le misure di questo decreto e sono testimonianza “.

Si parla di 25 miliardi di “denaro fresco” a beneficio del sistema economico  italiano, a beneficio di imprese e famiglie. Con questo decreto “attiviamo flussi – continua Conte – per complessivi 350 miliardi di euro. Una manovra economica poderosa. Voglio sottolineare che non pensiamo di combattere un’alluvione con gli stracci e i secchi. Ma, con i sacrifici che gli italiani stanno facendo, abbiamo costruito una vera e propria diga e vogliamo che l’Europa ci segua“.

Siamo consapevoli che questo decreto non basterà – conclude Conte -. Ma noi oggi rispondiamo presente e risponderemo presente anche domani. Domani dovremo poi ricostruire un tessuto economico e sociale che uscirà fortemente intaccato da questa emergenza e lo faremo con un piano di investimenti che dobbiamo promuovere con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto prima. Semplificazione, innovazione, alleggerimento delle tasse. Concludo dicendo di essere orgoglioso di essere italiano e di guidare questo comunità. insieme ce la faremo”.

LE MISURE PREVISTE DALLLA BOZZA DEL DECRETO
Le misure previste da quello che i Ministri chiamano il “Decreto marzo”, utilizzano tutto il limite di indebitamento autorizzato dal Parlamento.

Sanità
Stanziato un finanziamento aggiuntivo pari a 3 miliardi e mezzo per il Sistema Sanitario Nazionale, la Protezione Civile e gli operatori pubblici dell’emergenza.

Lavoro
Il decreto prevede un capitolo per l’occupazione che vale circa 10 miliardi di euro.
È previsto un nuovo trattamento di cassa integrazione ordinario in sostituzione dei precedenti ammortizzatori sociali in favore di aziende che alla data di entrata in vigore del decreto-legge n.6/23 febbraio 2020, hanno in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, e di aziende che hanno in corso un assegno di solidarietà.
Le Regioni possono autorizzare una cassa integrazione in deroga in favore delle imprese per cui non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto.
Ai liberi professionisti con partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) attivi alla medesima data e, iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, agli operai agricoli a tempo determinato e ai lavoratori dello spettacolo, è riconosciuta un’indennità una tantum pari a 600 euro.
Il termine per la domanda di disoccupazione agricola è prorogato, solo per le domande in competenza 2019, al giorno 1° giugno 2020. I termini di presentazione di domanda di disoccupazione NASPI e DISCOLL sono ampliati da sessantotto a centoventotto giorni.
Il periodo trascorso in quarantena o permanenza domiciliare con sorveglianza attiva si considera malattia, con diritto all’indennità corrispondente. Il medico curante deve redigere il certificato di malattia indicando gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla misura di prevenzione. Nei casi accertati di infezione da coronavirus in occasione di lavoro si applica la tutela per infortunio, con competenza INAIL.

Slittano le scadenze fiscali
Tra le novità introdotte dal decreto anche la sospensione del versamento delle ritenute d’acconto dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020.
È sospeso ogni ulteriore adempimento fiscale con scadenza tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020.

Slitta anche il referendum
Allungati i tempi per indire il referendum, il termine ultimo scadrà il 19 settembre anziché il 23 marzo. Gli italiani potrebbero essere chiamati alle urne il 22 novembre prossimo, ultima domenica utile.

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AGGIORNAMENTO: QUI IL TESTO DEFINITIVO PUBBLICATO IL 17 MARZO 2020 SULLA GAZZETTA UFFICIALE

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