Coronavirus, davvero non si trovano le mascherine?

Mascherine, sembrano introvabili. Molte persone si sono ammalate perché sui luoghi di lavoro non avevano questo semplice presidio medicale di sicurezza. Molte di più continuano a lavorare nell’angoscia e rischiano il contagio ogni giorno.

Ma siamo sicuri che siano veramente introvabili?
Ciò non sembrerebbe stando a una serie di offerte, di cui Fivedabliu è venuta in possesso, da parte di aziende controllate e certificate, situate in Cina, Pakistan e Giappone.

Giovanna Perazzo vive in Cina da sette anni e lavora nel settore tessile. L’azienda con cui collabora, certificata ISO 9001, “da anni è stata convertita dal governo cinese in fonte produttiva per materiale di protezione sanitaria” – come scrive nella sua proposta –  e ora offre in vendita mascherine KN95 e N95 (secondo la certificazione cinese e statunitense, che posso essere assimilate alle nostre FFP3), FFP2, mascherine chirurgiche e tute mediche.

La prima domanda che sorge spontanea è: Giovanna, ha ricevuto richieste da parte di qualche Ente italiano?
No. Ho cercato io un contatto con il collaboratore di un consigliere regionale ligure, ma dopo un primo segnale d’interessamento, non mi ha più risposto. Neanche per confermare la ricezione delle informazioni che mi aveva chiesto.

Ok, andiamo con ordine, mi conferma che avete disponibilità di maschere e tute protettive?
Assolutamente si.  L’unica cosa che non abbiamo è lo stock pronto. Ogni giorno riceviamo gli ordini e avviamo la produzione, anche perché il surplus dobbiamo distribuirlo qui in Cina. Il governo ci ha dato l’abilitazione ad esportare e produrre per l’estero, a patto di continuare a rifornire anche il mercato interno.”

Immagino stiate ricevendo richieste da tutto il mondo. Se bisogna avviare la produzione, c’è speranza di far fronte all’emergenza drammatica che stiamo vivendo in Italia?
Al momento le richieste maggiori le stiamo ricevendo proprio dall’Italia, dalla Germania e dalla Polonia. Ma qui le fabbriche sono molto grandi e le linee estremamente lunghe, per cui, per fare un esempio, riusciamo a produrre 3 milioni di mascherine chirurgiche al giorno. E non siamo i soli. Mi hanno parlato di una fabbrica nel Sud del Paese che riesce a fabbricarne 5 milioni al giorno. Poi se ne producono anche in Pakistan e Bangladesh, paesi dove la manifattura costa meno e che comprano in Cina i materiali. Un paio di giorni fa ho ricevuto un’ordine di tessuto non tessuto (non woven fabric) anche dall’Italia, probabilmente da una di quelle aziende che si sono riconvertite.

Quindi, quale potrebbe essere la tempistica per la fornitura di una partita di mascherine in Italia?
Dipende dal tipo di mascherina, perché alcune richiedono tempi più lunghi di lavorazione, però diciamo che un lotto da 100mila pezzi di mascherine chirurgiche, quelle a tre strati, in 2/3 giorni è pronto, considerando che stanno lavorando anche sabato e domenica. Se fossero invece FFP2 sarebbero pronte in 4 giorni e in meno di 24 ore arriverebbero in Italia in aereo. Poi c’è il problema della dogana italiana. Di solito in un giorno il cliente riesce a pagare i dazi e a sdoganare la merce, ma in questo periodo so che alcune spedizioni di materiale sanitario sono state requisite. (informazione che ci è stata confermata anche da un altro operatore del settore, ndr)

Ma se fosse la Protezione Civile o la Centrale acquisti di qualche Regione a fare un ordine non ci sarebbe questo problema …
Il problema con la Pubblica amministrazione – diciamocelo apertamente – è che non sai mai quando paga e qui ora le aziende chiedono l’intero pagamento anticipato, perché le banche non sono ancora a pieno regime e non sostengono l’avvio della produzione. Solitamente si lavora con pagamenti a 60 e a 90 giorni, con lettere di credito e anticipi che permettono l’acquisto dei materiali e la retribuzione della manodopera. Ma in questo momento non è possibile e quindi i manager delle aziende vogliono il pagamento prima della spedizione.

Chiara Pracchi

Leggi la nostra inchiesta:

https://fivedabliu.it/2020/03/19/coronavirus-viaggio-nel-mondo-dei-fabbricanti-di-mascherine-tra-aziende-certificate-e-aziende-riconvertite-che-producono-in-deroga/

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