Milano, di Covid e democrazia

Alla fine il Comune di Milano ha dovuto cedere e comunicare almeno il numero dei decessi totali avvenuti in città negli ultimi tre mesi, visto che il dato delle morti connesse al covid sembra non essere reperibile. Il sindaco Sala nei giorni scorsi aveva fatto sapere di non averlo e di non essere interessato a chiederlo, non ritenendolo – paternalisticamente – utile. L’emergenza fa anche questo, ci rende di colpo bambini nelle mani di un padre amorevole, che ci preserva dalle brutte notizie che potrebbero turbarci.

Se il numero delle persone morte in relazione al virus non era disponibile, per giorni il Comune si è rifiutato di diffondere anche il semplice dato anagrafico. Merito quindi di un gruppo di giornalisti milanesi che ha sollevato il problema, continuando a chiedere (e arrivando anche a interpellare le associazioni di categoria delle imprese funebri), se oggi siamo arrivati ad avere almeno questo dato.

La questione non è secondaria e riguarda la tenuta democratica del diritto all’informazione, visto che anche il decreto Cura Italia del 17 marzo scorso prevede la sospensione fino al 31 maggio del diritto di accesso alle informazioni prodotte e detenute dalle amministrazioni.

Le cifre: sono stati 4459 i decessi avvenuti a Milano dall’inizio dell’anno. Se nei mesi di Gennaio e Febbraio il numero appare in sintonia con la media dei 5 anni precedenti, il dato si impenna a Marzo, toccando quota 2155. Quasi mille morti in più rispetto ai 5 anni precedenti. Anche all’interno dello stesso mese, la progressione non è lineare. Al 18 marzo il Sistema di sorveglianza della mortalità del Ministero della Salute calcolava “solo” 289 decessi sopra la media. Il che significa che oltre 700 persone sono morte in città negli ultimi 13 giorni.

Difficile ricavare il numero dei contagiati da quello dei decessi. Facile capire che tale numero è notevolmente superiore agli 8911 contagiati, dichiarati il 31 marzo per l’intera provincia, calcolando un tasso di letalità plausibile intorno all’1-2%.

Quello stesso giorno, durante la quotidiana conferenza stampa l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, che si è già proposto per la guida di Palazzo Marino, aveva  parlato di una “giornata iniziata sotto i migliori auspici” di “dati che sono la conferma di una speranza” e di “una netta riduzione dei contagi su Milano”.

A ciascuno le proprie considerazioni

Chiara Pracchi

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