Germania: la vita di tutti i giorni e l’emergenza Covid-19 vista da un Italiano a Berlino

Il sistema sanitario tedesco è regolato da una legislazione molto complessa, contenuta nei 12 libri del Codice di Diritto Sociale e Sanitario, e si basa sulla copertura assicurativa ma senza per questo dover evocare gli squilibri di quello Statunitense che, per chi lo ha provato, è soprattutto incentrato sulla disponibilità economica dei cittadini.

Più del 90% dei tedeschi è assicurato tramite le casse mutua, che ad oggi sono circa 120, e che finanziano le prestazioni mediche di base. Tuttavia l’offerta sanitaria nella cura delle malattie croniche, come ad esempio il diabete, non è uniforme e quindi prima di fare una scelta i cittadini tedeschi devono informarsi sulle prestazioni coperte dalla propria cassa mutua.
Chi ha un’occupazione deve necessariamente stipulare una polizza che copre gli interventi più onerosi per la collettività e per la struttura sanitaria, chi non ha lavoro e riceve un sussidio di disoccupazione vede compresa nella cifra anche una quota assicurativa. Lo stesso vale per chi percepisce una pensione. I non residenti disoccupati non hanno diritto ad alcun tipo di assistenza e la tessera sanitaria europea copre solo le emergenze.
Altro discorso vale per i lavoratori dipendenti che pagano la copertura assicurativa sanitaria in base al reddito , una cifra che viene detratta direttamente dalla busta paga e che si aggira intono al 15,5% del reddito lordo.  Il 50% è a carico del datore di lavoro.
Le prestazioni specialistiche sono convenzionate con le assicurazioni, che possono essere pubbliche o private, e le tariffe sono stabilite per legge.

Siamo andati virtualmente a Neukölln, un quartiere  di Berlino con 167.000 abitanti dove da qualche mese si è trasferito Glauco, un genovese che di professione fa l’informatico, anzi, il senior Frontend Engineer.
Abbiamo cercato di capire come si vive in un quartiere molto grande di una città di 3 milioni e ottocentomila abitanti, da emigrato italiano con un lavoro fisso e ben retribuito, chiedendo al nostro concittadino un resoconto sulla sua giornata tipo.
Neukölln, che ha una popolazione di età media fra i 35 e i 40 anni e un’alta percentuale di stranieri, circa 95.000 su una provincia 330.000 abitanti.  Le principali attività produttive si occupano di logistica, tecnologia e trasporti.

Da casa all’ufficio si sposta con il mezzo pubblico utilizzando la metropolitana sotterranea U8, pagando un abbonamento annuale che costa 728 euro e che copre tutti i servizi della metro e tutti i servizi di terra. Il biglietto per una singola corsa costa 2,90 euro e il giornaliero 8,60 euro. In circa 30 minuti, con la metro si riesce ad attraversare Berlino e in caso di guasti le alternative non mancano: carsharing, Escooter e bikesharing. Una pecca del trasporto pubblico è la non totale copertura del territorio.  E se per Glauco il trasporto pubblico è abbastanza soddisfacente, molti berlinesi si lamentano che in altre città come Amburgo e Monaco il servizio è più efficiente e i mezzi più puliti… Ma si sa, i tedeschi sono difficili da accontentare.

Per quanto riguarda gli alloggi, abitare in una casa in affitto è piuttosto oneroso e Berlino è una delle città tedesche più costose e difficoltose per trovare casa. L’affitto assorbe un terzo dello stipendio e benché la retribuzione sia doppia rispetto a quella che il nostro amico percepirebbe in Italia, il costo a metro quadro è alto. Ora Glauco spende circa 23 euro a metro quadro, quindi ipotizzando che viva in 60 metri quadrati il costo per l’affitto è di oltre 1.300 euro al mese. Il costo del parcheggio a Berlino varia da zona a zona. Parte da 2 euro l’ora nelle zone centrali per passare a 1 euro in zone più periferiche, ma visto il servizio pubblico efficiente e l’utilizzo dell’auto limitato, il costo del parcheggio per il nostro intervistato non rappresenta un argomento di spesa da considerare nel bilancio. Nelle ore centrali della giornata il centro è caotico come in quasi tutte le grandi città.

Ma l’aspetto interessante della vita di un italiano a Berlino è capire quanto costa la vita reale, quella comune a tutti i cittadini occidentali. Il Taxi per andare in aeroporto si paga 40 euro per 40 chilometri, mentre il taxi condiviso, molto utilizzato nella capitale tedesca, costa 6 euro per 10 chilometri. Pranzare, in pausa dal lavoro, costa 10 euro, andare a cena in un ristorantino tipico 20 euro, comprese le bevande. Se le ambizioni culinarie aumentano, anche il prezzo sale fino a 40-50 euro a persona. Un litro di latte si trova tra i 60 i 90 centesimi e il pane intorno ai 90 centesimi al kg quello integrale. La benzina, ma su questo punto Glauco ha dovuto controllare perché non usa l’auto, costa 1,44 euro al litro.
Esattamente come in Italia, anche in Germania esiste l’odiata tassa sul possesso dell’apparecchio  televisivo che si può pagare mensilmente con una rata da 17,50 euro oppure a semestre o annualmente, con un piccolo sconto. Conviene pagare se non si vuole finire nell’occhio dell’Agenzia delle Entrate (Finanzamt) che può creare problemi per parecchi anni e inserirti nella  black list dei cattivi pagatori.
Le autostrade sono gratuite e la tassa di possesso dell’auto non esiste.
Non conoscere il tedesco è un problema quando ci si deve rapportare con la burocrazia o si deve prenotare una visita medica. Per le attività lavorative o in campo artistico, a Berlino si può tranquillamente conoscere solo l’inglese.

A causa dell’emergenza sanitaria, quello che oggi in Italia viene definito con un po’ di diffidenza, soprattutto da parte dei datori di lavoro “smart working”, a Berlino è prassi consolidata.
Anche in Germania, come nel resto d’Europa, l’argomento più attuale è certamente il Covid-19.
La percezione dei tedeschi nei confronti dell’emergenza pandemia è cambiata con il passare delle settimane. “All’inizio la sensazione era di poco pericolo” ci racconta Glauco, “ma con il passare delle settimane sono state adottate misure che hanno visto la chiusura di palestre, discoteche, cinema teatri, poi la chiusura delle scuole e dell’università e il divieto di assembramenti”.
In effetti anche in Germania le regole si sono via via irrigidite con l’aumentare dei contagi. Oggi le persone possono andare in giro da sole, o al massimo in coppia, se conviventi o familiari, e si può effettuare attività sportiva ma sempre da soli. Nei supermercati sono state adottate le misure di sicurezza per quanto riguarda le distanze tra le persone e si preferisce il pagamento con carta di credito piuttosto che per contanti.
La sanità tedesca pare abbia retto bene anche grazie alla disponibilità di molti posti letto per le terapie intensive, in compenso mancano le risorse umane specializzate nel campo specifico dei virus. Le azioni italiane nel contenimento dell’emergenza sanitaria sono state giudicate troppo estreme in un primo momento, poi, riconosciuta la gravità della situazione, sono state adottate anche in Germania.
Senza bisogno di decreti o autocertificazioni perché se qua ti dicono di fare una cosa, si fa”.
Non esiste un vero e proprio obbligo di rimanere in casa ma se la Polizia ti ferma devi giustificare perché sei fuori casa. Per far fronte a quella che si prospetta essere anche una crisi economica oltre che sanitaria, Glauco ci spiega che “dopo la crisi economica del 2008 il governo tedesco ha deciso di accantonare fondi per i casi di emergenza come una crisi economica, un disastro ambientale o biologico. Per cui, per le aziende esiste una sorta di cassa integrazione che garantisce il 60% della retribuzione per un anno (il 67% per chi ha figli). Per chi fa la libera professione è prevista una forma simile che garantisce fino a 15 mila euro l’anno. In compenso le mascherine mancano da mesi così come la carta igienica e quella da forno

Da fonti ufficiali dell’amministrazione berlinese, attualmente ci sono 3.626 casi confermati di Covid-19 a Berlino.

1.848 persone sono uomini, 1.770 sono donne.  502 persone sono isolate e trattate in ospedale, di cui 127 in terapia intensiva. Tutte le altre persone sono isolate a casa. Finora ci sono 24 decessi.

I pazienti deceduti sono stati classificati in base alle fasce di età: tre dei deceduti avevano dai 40 ai 60 anni, sette dai 60 agli 80 anni e 14 più di 80 anni. L’età media è di 81 anni.
In Germania ci sono un totale di 91.714 casi di COVID-19 confermati in laboratorio, inclusi 1.342 decessi correlati a malattie COVID-19.
In base al numero di abitanti (casi per 100.000 abitanti), l’incidenza più elevata è stata dalla Baviera (182), dal Baden-Württemberg (168) Amburgo (160).

La maggior parte dei casi COVID-19 (70%) ha un’età compresa tra 15 e 59 anni, l’86% dei decessi e il 15% di tutti i casi hanno 70 anni o più.
Stanno crescendo i contagi di COVID-19 nelle case per anziani e nelle case di cura, e in alcuni di questi focolai, il numero di decessi è relativamente elevato.

Dal 23 marzo 2020 è in vigore un divieto nazionale assembramento di più di 2 persone che non si applica alle famiglie e alle persone che vivono in una uni co nucleo familiare.

fp

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