Modifiche al PUC genovese, Siap: la mafia si rafforza, rendere abitabili i “bassi” è una scelta pericolosa

IN EMERGENZA COVID19 LA MAFIA NON SI FERMA E CERCA DI RAFFORZARSI ANCHE IN LIGURIA APPROFITTANDO DELLE CRITICITÀ ECONOMICHE COMMERCIALI

Genova – L’emergenza Covid19 sta impegnando in modo esponenziale le forze di polizia impegnate a far rispettare con rigore le regole governative imposte per evitare il contagio tenendo conto anche del l’esigenza di evitare la propagazione dell’infezione tra i propri organici per evitare una diminuzione delle forze in campo.

Il SIAP ha rilevato le forti perplessità dei poliziotti che indagano sul territorio e che in un momento così delicato sono a dir poco preoccupati di fronte alle iniziative politico istituzionali messe in campo in questi giorni da chi rappresenta  il Comune di Genova e la Regione Liguria, dalla quale tra l’altro stanno ancora aspettando risposte alla richiesta d’aiuto per ottenere supporto per tamponi e per i DPI.

Ci riferiamo a scelte che  che vanno ad aggravare i carichi di lavoro investigativi su assetti organizzativi di uffici operativi  in gravi difficoltà d’organico e che in questa fase Covid19 operano ulteriormente a ranghi ridotti. I controlli preventivi “antimafia” hanno dato risultati efficaci nella lotta alla criminalità organizzata, ecco perché il recente annuncio del Governatore Toti di ridurre forme di controllo sugli appalti per le attività edilizie e ambientali, ci lascia a dir poco basiti vista l’assoluta importanza per chi, come la Polizia di Stato, indaga contro la criminalità e le mafie.

Non condividiamo neppure la decisione della giunta comunale di modificare il PUC (Piano Urbanistico Comunale) che introduce alcune modifiche che permetterebbero la possibilità di rendere abitabili i locali piano strada. Si tratta di una scelta, che se attuata, comporterà sicuramente conseguenze negative sulla sicurezza e sul tessuto sociale delle aree interessate anche perché la criminalità organizzata, che dispone di smisurata capacita economica, si tufferebbe immediatamente sul mercato immobiliare per mettere le mani su locali da sfruttare ad hoc per il dilagante spaccio di stupefacenti o prostituzione

Riteniamo che operazioni  di questo tipo dovrebbero essere oggetto di confronto anche con chi ha ruoli e compiti istituzionali finalizzati a garantire la sicurezza sul territorio genovese e ligure. La riapertura di spazi che faticosamente sono stati strappati, seppur parzialmente, alla criminalità organizzata senza valutare una pianificazione strategica mirata a scongiurare un ulteriore incremento della già altissima potenzialità criminogena presente sul territorio, sia una scelta pericolosa e irrispettosa nel confronti di chi, con poche risorse a disposizione, è costretto a lottare contro le infiltrazioni mafiose. Inoltre scelte di questo tipo in piena emergenza Covid19 risultano ulteriormente preoccupanti visto che per preservare gli organici di per se già asfittici siamo costretti a lavorare a ranghi ridotti.

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