Covid-19: nell’area balcanica il contagio rallenta. Nei prossimi giorni parziali riaperture

I rapporti dell’Italia con i Paesi dell’area balcanica rappresentano una priorità strategica nel panorama delle linee di azione della politica estera italiana, per tradizione politica, collocazione geografica e affinità culturali.
Il rafforzamento istituzionale dei Paesi dei Balcani occidentali e la loro progressiva integrazione nell’UE sono stati fattori centrali per il consolidamento della pace, anche se non mancano situazioni conflittuali mai sopite.  I Balcani occidentali rappresentano pertanto una priorità per l’Italia sotto il duplice profilo politico ed economico, in virtù della tradizionale e privilegiata proiezione italiana verso i territori con cui l’Italia condivide adriatico e ionio. Dopo gli aiuti da parte dell’Albania, sono arrivati anche quelli della Serbia.  Dopo i quattro voli speciali di ieri, altri due aerei della compagnia nazionale Air Serbia sono atterrati a Fiumicino con un aiuti medico-sanitari che il paese balcanico ha voluto donare all’Italia che fu una delle prime nazioni a inviare soccorsi alla Serbia  in occasione delle disastrose alluvioni del maggio 2014. Gli ultimi due voli speciali sono previsti per la giornata di domani.
Sul fronte dell’emergenza, il contagio nei Balcani procede a ritmo lento.  In Serbia nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono stati 263 con il totale che sale a 8.042, con un totale di 156 decessi.
Come hanno riferito le autorità sanitarie serbe, i pazienti ricoverati in ospedale sono 3.044 dei quali 85 in terapia intensiva.  Gli operatori sanitari contagiati sono stati finora 545, mentre nelle case di cura e riposo per anziani il Covid-19 è stato riscontrato su 561 ospiti e 149 dipendenti. I test effettuati da ieri sono stati 4.365, dall’inizio dell’epidemia in totale 64.303.
Anche negli altri Paesi della regione balcanica l’andamento dell’epidemia procede a ritmo piuttosto lento e senza grossi balzi. In Croazia si registrano 14 nuovi casi che portano il totale a 2.030, mentre le vittime sono 55, con un altro decesso nelle ultime 24 ore. Anche in Slovenia si sono avuti solo otto nuovi contagi, con il totale a 1.396, e un’altra vittima che porta il numero dei morti a 82.
In Kosovo 28 nuovi casi hanno fatto salire a 721 il totale dei contagi, con un altro decesso che porta il totale a 20. Praticamente invariato il bilancio in Montenegro, dove si contano 321 contagi e sette vittime. In Macedonia del Nord i casi di coronavirus sono stati finora 1.386, i decessi 59. Tra le nazioni con cui l’Italia ha maggiori rapporti, la Romania è quella con maggiori problemi di contenimento del virus. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi di coronavirus sono stati 401 con il totale salito a 11.036, le vittime sono in tutto 608, mentre i guariti finora 3.054. In tutti i Paesi della regione nei prossimi giorni si prevedono graduali e parziali riaperture delle attività produttive e commerciali, con l’obbligo di rispettare tutte le misure di prevenzione e sicurezza.

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