Argonauti per decreto

Sono stato a lungo indeciso se affibbiar loro la parabola del figliol prodigo o il mito di Giasone a caccia del vello d’oro. Poi ho optato decisamente per l’argonauta, costretto al viaggio e alle mille peripezie prima di fare ritorno in patria. Per l’aforisma di giornata invece non ho avuto dubbi. Sarebbe andato benissimo quello suggerito dal mio amico social Nicolò Scialfa che ama spesso firmarsi J. V. che sta per Jean Valjean, protagonista de “I miserabili” di Victor Hugo. È di Gesualdo Bufalino scrittore siciliano ed è perfetto per descrivere la situazione che, come diceva il buon Mao: “Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”.
Mentre Bufalino, da buon italiano ironizza: “Letto con il solito fastidio sul giornale di stamane l’ultimo bollettino della guerra Italo-italiana”.

Già perché mentre nel nostro Paese da qualche giorno si litiga in vista del decreto di maggio, mentre Salvini occupa il parlamento e spinge per la riapertura senza se e senza ma, mentre Renzi incespica e rincespica sui “Morti di Bergamo e di Brescia che ci direbbero di riaprire”, mentre in Liguria nonostante la zona rossa il Governatore Toti ha deciso di allentare la tensione subendo le reprimende del premier Conte, ci sono stati casi in cui concittadini hanno dovuto superare mille peripezie per riuscire a far rientro a casa dall’estero.
È chiaramente l’altra faccia della medaglia, minoritaria rispetto a chi non ne può più della quarantena e della forzata reclusione in casa con rari spiragli per la spesa settimanale o per la sgambatura del cagnolino. Anche se nell’ultima settimana le restrizioni sono state un po’ allentate, in vista di una sorta di liberi tutti, a patto di indossare la mascherina d’ordinanza, previsto per lunedì.

E in effetti nel mezzo di questa sorta di soap opera sotto l’assedio del Coronavirus che quotidianamente ci trasferiscono i social sono incappato nel post di Isabella De Martini, più conosciuta come Susy De Martini,  docente universitaria, medico e psicologo con un passato, nemmeno troppo recente, in politica, attraversata pericolosamente e trasversalmente da destra a sinistra e viceversa. Sino all’ultimo incarico come parlamentare europeo eletta nelle liste di Forza Italia per cui è stata nominata qualche anno fa coordinatrice negli Stati Uniti, prima di aderire al Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE).

Da tempo Susy ha uno sviscerato amore per il mare. Tanto che negli ultimi anni si è reiventata medico di bordo sulle navi da crociera prestandosi anche ad itinerari da sogno da veri e proprio giri del mondo, di cui ha sempre dato puntuale riscontro sui social. E così le è capitato di trovarsi per mare su una nave passeggeri, in quarantena insieme a tutti gli occupanti di cui si è dovuta prendere cura e senza alcuna possibilità di mettere piede a terra. Per due mesi e mezzo.

Insomma una vera e propria avventura, seppur in quarantena tutta al contrario, rispetto alla maggior parte delle persone costrette a guardare il mondo dal balconcino di casa. E con la responsabilità di doversi occupare di eventuali pandemie a bordo.
Giovedì con un post sul suo profilo annunciava che la sua avventura stava per concludersi: “Sarà un viaggio un po’ lunghetto: prima tappa Kristiansand Oslo questa sera. Domani Oslo/Francoforte/ Milano/ Genova 👍⛑🛳❤️ non mi sembra vero ! Grazie, davvero di cuore, a tutti voi per avermi sempre sostenuto e accompagnato in questo incredibile Giro del Mondo ai tempi del Covid-19. Imbarcata in Australia il 14 febbraio ho passato due mesi e mezzo di avventure incredibili, nelle acque di mezzo mondo, occupandomi di mantenere passeggeri ed equipaggio sani e protetti. Missione compiuta: tutti negativi i test sierologici Covid19 a Bordo oggi. Compreso il Mio 😉😊 Sbarco in una Norvegia spettrale”.

Con post seguente una volta raggiunto l’aeroporto: “Ed ecco, dopo due mesi e mezzo di vita sospesa a Bordo, il primo contatto con il Mondo Reale di questa nuova Era: Aeroporto di Kristiansand. Volo per Oslo…ora di punta. Impatto fortissimo, senza più filtri. Un attimo di sgomento ….ma passa subito. Sono felice di viaggiare con voi”.

Un viaggio di rientro a tappe forzate. Notte in albergo ad Oslo con risveglio in una città imbiancata dalla neve: “Ecco, in questo pazzo viaggio intorno al mondo mi mancava solo questo: la neve, questa mattina a Oslo all’uscita dell’hotel. Due passi  a piedi, nel gelo, rinfrescano sicuramente le idee in questo primo maggio che festeggia un lavoro in questo momento sospeso, come l’ ambiente immobile che ci circonda, tutti. Un abbraccio grandissimo”.

Poi lo scalo a Francoforte in attesa di imbarcarsi per Milano: “Atterrata a Francoforte. Uscendo dall’aereo ci hanno consegnato un modulo del Ministro della Sanità Tedesco che vieta l’ingresso in Germania se non per giustificati motivi e solo dopo una quarantena obbligatoria di 14 giorni ( più o meno come in Italia). Non ci riguarda (voi tutti viaggiate con me). Ce ne stiamo tranquilli seduti su una panchina, con distanziatore…. aspettando il volo per Malpensa”.

Infine nella tarda serata di ieri l’agognato arrivo fra le mura domestiche per dar corso a due settiamane di quarantena. Sulla tavola la pasqualina preparata dalla figlia: “A casaaaaa, nella mia adorata Genova finalmente. Per New York dovro’ aspettare ancora un po’. Grazie di cuore a tutti voi che non mi avete mai fatto sentire sola in questa incredibile avventura intorno al mondo. Abbiamo viaggiato insieme e…. non vorrete lasciarmi fare questi 14 giorni di quarantena senza condividerla…. datemi notizie su tutto. Cercherò di finire il libro che sto scrivendo e avrò’ tempo per comprendere meglio che cosa sta davvero succedendo in Liguria e in Italia! Tante cose che ho sentiti non mi sono piaciute,  per nulla”.
E dalla Susy rientrata a Genova è più o meno tutto. Va detto che avendo la residenza a New York avrebbe, a rigor di logica, dovuto sbarcare in America. Solo che il presidente Trump pare che abbia concesso di rientrare solo agli americani. Perciò la Susy farà la quarantena domiciliata a Genova. E naturalmente racconta che allo sbarco in Italia, alla Malpensa tra documenti e circolari qualche intoppo si è verificato. Ma come diceva il saggio… tutto è bene ciò che finisce bene.

Poi potrei parlare del costo dei voli che ha raggiunto cifre esorbitanti, della difficoltà di rientro tra aeroporti chiusi e passaggi burocratici, di impossibilità di raggiungere i figli all’estero, delle loro odissee per raggiungere l’Italia. Potrei parlarne con consapevolezza e cognizione di causa. Da padre che ha un figlio in Lussemburgo costretto da oltre un mese a vivere solo in un appartamento, e con una figlia che ha appena partorito in Polonia impossibilitata a raggiungerci. Per fortuna ad accudirla ha il marito, che, comunque vedrà la neonata per la prima volta solo oggi all’uscita dell’ospedale. Parlo per esperienza diretta, quindi. E sorrido un po’, ogni tanto leggendo della molteplicità di persone che si lamenta per la quarantena forzata, mentre si polemizza sull’uso della mascherina, sul distanziamento sociale e sulla possibilità, non per tutti, di poter fare il bagno in mare. Persino sulla ricrescita. No, non quella economica, in questo caso si parla di coiffeur. Ma questa è un’altra storia. Anche se basterebbe, ogni tanto, ampliare un po’ gli orizzonti.

Paolo De Totero

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