Milano, inizia la fase 2 all’insegna del buon senso. Il caffè al bar è solo da asporto

La situazione dei treni nella fase 2

Milano – “Da una prima analisi dei dati di questa mattina possiamo dire che per il sistema regionale del trasporto ferroviario non si sono verificati particolari disagi. Rispetto alla media di un giorno feriale in tempi non Covid oggi si è registrato un calo del 25% , numeri che fanno ben sperare. L’ettenzione va comunque tenuta altaproseguendo con l’azione di monitoraggio”. Questo il contenuto di una nota dell’assessore ai Trasporti e Infrastrutture della Regione Lombardia, Claudia Terzi, in riferimento alla prima giornata di Fase 2, che ha poi aggiunto “durante l’ora di punta solo alcuni treni hanno raggiunto il 30% di riempimento”.  Quindi la ripartenza sta avvenendo in maniera positiva e i milanesi si stanno comportando con responsabilità. Lo conferma anche un capotreno di Trenord in servizio ormai da 10 anni, sulla linea del passante ferroviario che dalla stazione di Bovisa attraversa Milano e prosegue verso Lodi e Pavia. Dove solitamente la situazione è critica, questa mattina ci sono state poche persone e la maggior parte ha dimostrato responsabilità e buonsenso. “Tutti hanno guanti e mascherine” e non abbiamo riscontri” di persone che non hanno rispettato le norme di sicurezza e di distanziamento che sono state allontanate dai treni o di assembramenti sulle banchine in attesa”

Il rito del caffè
Torna il rito del caffè, ma solo  da asporto. Tra i locali ad aver riaperto oggi i battenti anche Cracco in Galleria Vittorio Emanuele, il salotto buono di Milano, dove da questa mattina è possibile ritirare piatti d’asporto, caffè compreso. Cracco è tra i pochi locali aperti in centro, mentre il dirimpettaio Marchesi, un’altra delle insegne storiche milanesi, oggi di proprietà del gruppo Prada, non ha alzato i battenti.
I molti bar chiusi per il lockdown stanno riaprendo un po’ ovunque, dal centro alla periferia, grazie alla possibilità di poter ritirare cibo e bevande e consumarle all’esterno dei locali. 

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