“Toti, il popolo delle mense ha fame”. 750 lavoratori fermi da tre mesi scendono in piazza per chiedere lavoro e dignità

Genova – È sceso in piazza questa mattina a De Ferrari il popolo delle mense, un esercito di lavoratori senza stipendio da tre mesi, da quando cioè le scuole e le università hanno chiuso i battenti per l’emergenza sanitaria, il 24 febbraio scorso. Oltre 750 persone che con i ritardi del FIS, l’ammortizzatore previsto dal decreto Cura Italia, sono alla fame.
Incerto anche il loro futuro.
Spiega Viviana Correddu, delegata Filcams-CGIL: “Per fare un esempio concreto pensate che una lavoratrice a 15 ore settimanali, ha percepito o percepirà circa 270 euro netti di FIS per il mese di marzo. Considerando che avranno diritto al FIS ancora per il mese di aprile, maggio e metà giugno, un’addetta mensa tipo dovrebbe farsi bastare circa mille euro netti per sette mesi (da marzo e fine settembre)”, e questo perché il loro contratto, un part-time ciclico verticale con sospensione estiva, non prevede altri ammortizzatori.

“Se a settembre non riapriranno le mense, questi lavoratori rischiano di dover arrivare a fine 2020 senza reddito. Una situazione gravissima –  conclude Correddu -. Serve una proroga degli ammortizzatori sociali per un settore che è quello che sta soffrendo di più in questo momento”.

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