Coronavirus: salgono a 68 i casi del focolaio romano dell’IRCCS San Raffale

RomaCon 13 nuovi positivi, salgono a quota 68 i casi di Coronavirus per il focolaio all’IRCCS San Raffale Pisana e ‘arrivano’ anche in provincia di Rieti dove la ASL ne registra 8 riconducibili a quello stesso cluster. Si tratterebbe di persone collegate a un paziente morto per Covid, che aveva svolto un periodo di riabilitazione nella struttura.
“La situazione è sotto controllo – ha sottolineato l’Unità di Crisi Covid-19 del Lazio – tutti i contatti sono stati individuati e saranno sottoposti al test. La Asl di Rieti è in stretto contatto con il sindaco di Montopoli”.
Intanto proseguono le attività di screening per individuare eventuali altri casi.
“Sono stati effettuati ad oggi per fini di sanità pubblica per il solo focolaio dell’IRCCS San Raffaele Pisana 2.332 tamponine stimiamo oltre 5 mila tra tamponi e test”, ha reso noto l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato spiegando che in giornata sono stati effettuati i secondi test sugli operatori e i pazienti nella struttura.
“I dati della nostra Regione sono inevitabilmente caratterizzati dai numeri di questo focolaio che – ha sottolineato l’assessore dimostra come non si debba abbassare la guardia e soprattutto devono essere rispettate, senza nessuna deroga, tutte le disposizioni impartite per limitare la diffusione del virus.
Senza un intervento tempestivo assunto immediatamente per la tutela della salute pubblica i danni di questo focolaio sarebbero stati più rilevanti”.
Il primo caso nell’IRCCS – ha reso noto nei giorni scorsi l’assessorato – risale all’inizio di maggio e si tratterebbe di operatori dell’istituto. La struttura è stata subito isolata attraverso il cordone sanitario disposto dalla Regione Lazio.
L’IRCCS Pisana non è la prima struttura del gruppo San Raffaele che ha fatto registrare un cluster di Covid-19 dall’inizio dell’emergenza. La situazione più delicata è stata quella del San Raffaele di Rocca di Papa dove ad aprile sarebbero emerse una serie di irregolarità. Per questo motivo la Regione Lazio ha avviato l’iter per valutare la revoca dell’accreditamento al servizio sanitario regionale.

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