Roma, box trasformato in arsenale sequestrato dalla Polizia alla Magliana

Roma Fabbricazione e commercio non autorizzato di armi. Sono queste le accuse per due italiani fermati oggi dagli agenti della Polizia di Stato della divisione amministrativa del commissariato San Paolo, diretto da Massimiliano Maset.

A seguito di una segnalazione ricevuta dalla squadra mobile di Roma, infatti, gli investigatori hanno eseguito una perquisizione in un box in zona Magliana, di proprietà di uno dei due denunciati, dove è stata rinvenuta e sequestrata un’ingente quantità di merce pronta per essere spedita senza l’autorizzazione di Polizia.

Una parte della merce, manette a fascetta e giubbotti antiproiettile, è stata sequestrata perché si tratta di materiale che poteva essere utilizzato per l’armamento o equipaggiamento delle forze armate nazionali e estere.

Mentre il resto del materiale, costituito da sfollagente tipo tonfa e telescopici, calci per armi lunghe tipo AK, blocco percussore per pistole Glock, vari pugnali e Karambit (cioè coltelli a mezzaluna), è stato sequestrato in quanto ne è vietata la vendita on line.

Sempre nello stesso box sono stati rinvenuti e sequestrati, ma non tra le cose in vendita on line,  numerose munizioni di vario calibro, oltre 1.800 di cui 98 del tipo da guerra, e 4,5 kg lordi di polvere da sparo per ricaricare le munizioni.

I due denunciati non erano in possesso né di autorizzazione alla vendita delle armi sequestrate, né di un qualche registro dove si potessero verificare le transazioni di vendita.

Nei confronti di un denunciato è stato effettuato anche un ritiro cautelativo ai sensi dell’articolo 39 TULPS, di 14 armi di vario genere e calibro,  nonché richiesto l’avvio di procedimenti inibitori in materia di armi.

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