ISIS e droga, sequestro da record nel porto di Salerno: 84 milioni di pasticche di anfetamina tolte dal giro del narcoterrorismo

SEQUESTRO RECORD DI 14 TONNELLATE DI ANFETAMINE: 84 MILIONI DI PASTICCHE COL LOGO “CAPTAGON” PRODOTTE IN SIRIA DA ISIS/DAESH PER FINANZIARE IL TERRORISMO. OLTRE 1 MILIARDO DI EURO IL VALORE SUL MERCATO

Il rapporto tra terrorismo e traffico di droga non è certamente un fenomeno nuovo e già ai tempi dei narcos di Pablo Escobar, l’hashish prima e la cocaina poi, erano un buon mezzo per far denaro e comprare armi.
Il “narcoterrorismo”, espressione usata per la prima volta nel 1984 dall’ambasciatore americano in Colombia Lewis Tamb, riguardava quei gruppi terroristici che cooperavano nel controllo, nella gestione, nel trasposto e nella distribuzione delle sostanze stupefacenti, arrivando spesso a sostituire la motivazione ideologica a quella criminale, francamente più redditizia.

Il terrorismo islamico

Una delle domande più frequenti dopo  l’11 settembre è quanto possa aver influito l’immenso flusso di denaro derivante dalla vendita dell’oppio afghano nel finanziamento degli attentati alletorri gemelle. L’Afghanistan,  a partire dalla fine degli anni ’70, è stato uno dei maggiori produttori di papavero da oppio diventando alla soglia degli anni 2000 il principale esportatore, fornendo oltre il 70% dell’oppio destinato ai mercati occidentali e soprattutto a quello europeo.  Le oltre 4.000 tonnellate del 1999 sembravano rappresentare la produzione record ma nel 2007, probabilmente questo numero è stato polverizzato raggiungendo le 7.000 tonnellate. E questo nonostante l’ascesa al potere del regine religioso dei talebani che consideravano “empio” questo tipo di coltura. Nella realtà i talebani imponevano una tassazione particolare per cui una parte della merce era direttamente appannaggio del governo che la rivendeva direttamente ai laboratori di trattamento e un’altra tassazione era applicata sul trasporto. I erano reinvestiti in armamenti e nel mantenimento delle strutture amministrative. Ma l’aspetto più sorprendente è che sembra improbabile che i proventi servissero per finanziare Al Qaeda che aveva ben altre risorse e poteva contare sul patrimonio di Bin Laden, sul riciclaggio e sul finanziamento di stati ben più ricchi e interessati as mantenere l’area medio orientale instabile.

La lotta alla droga e la guerra al terrorismo

Le Nazioni Unite hanno stimato che i proventi dal traffico di stupefacenti sia di circa 420 miliardi di dollari l’anno. Sembra di per sè un numero esagerato considerando che l’intervento delle organizzazioni terroristiche nel commercio delle sostanze stupefacenti è all’inizio della filiera, dove il valore della merce è più basso ma i quantitativi sono enormi.
Sembrava improbabile, fino a qualche anno fa,  che Al Qaeda si impegnasse direttamente nel traffico e nello spaccio al dettaglio di eroina in Italia, ma è notizia di oggi che la Guardia di Finanza ha effettuato il più grande sequestro di amfetamine a livello mondiale nel porto di Salerno. All’interno di 3 container sono stati trovate, occultate in cilindri di carta per uso industriale, 14 tonnellate di amfetamine, circa 84 milioni di pasticche, riportanti il simbolo del “captagon” marchio distintivo della “droga del Jihad”.


Il captagon, prodotto in gran parte In Siria,  viene smerciato in tutto il Medio Oriente ed è diffuso sia tra i combattenti per inibire paura e dolore sia tra i civili perché non fa sentire la fatica. Prodotta inizialmente soprattutto in Libano e diffusa in Arabia Saudita negli anni ’90, questa sostanza stupefacente è ricomparsa nei covi dei terroristi – come ad esempio nell’attacco al Bataclan di Parigi nel 2015 – ed è diventata la droga simbolo dell’ Isis.

Secondo la DEA americana (Drug Enforcement Administration), L’ISIS ne fa largo uso in tutti i territori su cui esercita l’influenza e ne controlla lo spaccio. Una volta avviati gli impianti chimici di produzione, è facile per ISIS produrre ingenti quantitativi anche per il mercato mondiale delle droghe sintetiche, in modo da accumulare rapidamente ingenti somme di denaro.

Ma già due settimane fa, sempre nel porto di Salerno, gli specialisti del GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, avevano intercettato un container con un carico di copertura costituito da capi di abbigliamento contraffatti, contenente 2.800 kg di hashish e 190 kg di amfetamine, oltre 1 milione di pasticche, con lo stesso identico simbolo Captagon.

Quanto alla destinazione finale, è verosimile che sia coinvolto un “consorzio” di gruppi criminali, sia per il valore totale delle spedizioni, sia per la distribuzione sui mercati di riferimento considerando che 85 milioni di pasticche possono soddisfare un mercato di ampiezza europea.

Siamo quindi di fronte a una sorte di evoluzione del ruolo delle organizzazioni terroristiche che si impegnano direttamente nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti, ma  con un’evoluzione anche tecnica nel settore, la produzione di droghe sintetiche che vanno ad affiancare quelle tradizionali come la cocaina e l’hashish.

fp

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