Ponte Genova San Giorgio, Fincantieri apre il libro: “Non sarebbe bello finire in tribunale per gli extra costi”

Genova – Arriva oggi, proprio nella giornata in cui tutti gli occhi sono puntati su Genova e sul nuovo viadotto sul Polcevera, una dichiarazione un po’ spiazzate dell’AD di Fincantieri Infrastructure.

Marcello Sorrentino pare, infatti, incrinare un po’ la narrazione mitologica della ricostruzione del ponte e “anche se a Genova siete sobri” parla di soldi: “I due terzi dell’onere economico del ponte è ricaduto alle nostre spalle. A questo si sono aggiunti una serie di extra costi determinati ad esempio dall’emergenza sanitaria. Ora io sono certo che sicuramente troveremo una soluzione con il Commissario perché penso che sarebbe brutto finire in tribunale per questo”.

E anche se Sorrentino, sollecitato dalle domande dei giornalisti che ai Magazzini del Cotone seguono la maratona dell’inaugurazione, risponde che Fincantieri non ha quantificato una cifra, per la Struttura Commissariale sarà comunque una doccia fredda.

E non è l’unica di stamattina.
Dopo il Commissario, la mira dell’AD di Fincantieri punta Salini-We Build: “Finire i lavori in tempo per Fincantieri è la regola. Il nostro è stato un contributo anche per Salini che forse oggi per la prima volta, insieme a noi, sono riusciti a rispettare i tempi. Ecco, noi abbiamo deciso di diversificare per trasferire questo nostro modello industriale anche alle infrastrutture”, ha concluso Sorrentino per poi ribadire che la traccia da seguire per lavorare al meglio e rispettare i tempi è “superare le guerre tra imprese che oggi ancora fermano il 40% delle opere in Italia”.

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