Ponte Genova San Giorgio, Toninelli: “Oggi non c’è niente da festeggiare. Il Morandi è caduto perché ASPI se n’è fregata della manutenzione”

Genova – “Oggi non c’è niente da festeggiare perché quel nuovo ponte che abbiamo alle spalle non doveva essere ricostruito ma tenuto in piedi”.
A dirlo è l’ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, che oggi davanti al nuovo viadotto ha incontrato gli attivisti del M5S.
“Per restare in piedi però – continua Toninelli -, il ponte doveva essere manutenuto ma il concessionario se ne è bellamente fregato di fare manutenzione perché pensava solo a intascare i soldi del pedaggio da chi arrivava al casello”.

“Lo Stato ha rialzato la testa”

Sul nuovo viadotto, poi, tiene a precisare che tutta l’operazione “rappresenta uno Stato che rialza la testa. Ricordiamo che i milioni per ricostruire il viadotto li ha messi tutti ASPI. La prossima tappa sarà uno Stato che rialza la testa obbligando il concessionario a fare il suo mestiere. E non come il connubio che c’era prima dove tutti si avvantaggiavano: la politica, il concessionario pieno di soldi e una certa imprenditoria. Però poi i ponti crollavano”.

Decreto Emergenze: “La Corte Costituzionale ci ha dato ragione”

Si toglie qualche sassolino dalle scarpe Toninelli che oggi risponde anche a chi bollava il Decreto Emergenze come incostituzionale: “Le pressioni avute sono state enormi. C’era chi mi diceva che il decreto scritto così sarà incostituzionale perché non si poteva mettere il divieto di farlo ricostruire al concessionario che lo gestisce. Ma io ho detto no, non lo faccio ricostruire a chi non ha più la fiducia dello Stato”.

E alla fine ha avuto ragione lui: “La Corte Costituzionale ci ha dato ragione. Gli avvocati di ASPI avevano ricorso su 8 articoli dicendo che l’avevamo scassata questa Costituzione e invece niente, abbiamo vinto tutti i ricorsi. È una vittoria dello Stato contro l’interesse privato. Questi avevano esagerato”.

Simona Tarzia

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