#Regionali2020, Pastorino (Linea Condivisa): “Legalità è condizione imprescindibile nella formazione delle liste elettorali e nell’azione di governo”

Gianni Pastorino (Linea Condivisa): “Mai più rapporti opachi negli appalti e nei servizi. La regione deve tutelare chi denuncia il crimine organizzato”

Genova – La legalità prima di tutto, tanto nella formazione delle liste elettorali quanto nell’azione di governo.

Così Linea Condivisa pone la condizione imprescindibile che dovrà orientare il percorso delle prossime settimane: “Le elezioni regionali si giocheranno su temi importanti: sanità, ambiente, lavoro trasporti. Questioni cruciali per lo sviluppo futuro della regione e per migliorare la qualità della vita di chi vogliamo rappresentare. Ma c’è un tema che sta alla base di tutto: il potere politico deve mettere al centro la legalità e la trasparenza, rifiutando qualsiasi rapporto con soggetti o imprenditori che abbiano l’ombra di rapporti riconducibili alla criminalità organizzata”.
Lo dichiara il capogruppo di Linea Condivisa, Gianni Pastorino, che poi aggiunge: “La legalità è un tema da cui nessuno può sfuggire, sia nella formazione delle liste, sia nelle scelte di governo. Soprattutto quando si parla di appalti, opere pubbliche, movimento terra, smaltimento rifiuti. Tutti ambiti economici e produttivi in cui le mafie tentano di inserirsi”.

Si tratta di dichiarazioni che lasciano poco spazio all’interpretazione e pongono un quesito serio che potrà aver risposta tra pochi giorni, appena usciranno le liste elettorali.

Tutelare chi denuncia 

Da decenni la ‘ndrangheta è radicata nel tessuto sociale e nelle nelle amministrazioni liguri. Messe via le armi, la criminalità mafiosa dispone di un “arsenale economico” tale da modificare, plasmare, e convincere gli elettori a votare “l’ignaro” politico che poi si avvarrà “dell’ignaro” funzionario che firmerà le carte per dare il via alla solita speculazione edilizia, alla solita cava, al solito porticciolo.
E ci sono decine di situazioni che non si possono definire prettamente illegali ma dove comunque “l’ombra di rapporti riconducibili alla criminalità organizzata”, per usare un termine di Pastorino, è così netta da non poter essere ignorata.

Il lavoro che la politica deve fare dunque è culturale, e se da qualche parte si vuole cominciare, il controllo delle liste elettorali è l’ambito giusto. Così come è un passo doveroso dare appoggio a imprenditori vessati e piegati dalla criminalità organizzata. Imprenditori lasciati in balia di amministratori collusi, quando non complici o minacciati.
Ne conosciamo imprenditori seri che sono stati ridotti sul lastrico o che lavorano tutti i giorni sotto minaccia. E su questo tema prendiamo per buone le intenzioni  di Gianni Pastorino.

“In questo senso, non possiamo nascondere ciò che è accaduto sul nostro territorio”, conclude Pastorino citando gli “imprenditori che hanno scelto di liberarsi dalla morsa del crimine organizzato e hanno denunciato e poi non sono mai stati aiutati dalle istituzioni. Lasciati soli in una battaglia che ha spento le loro attività economiche e impoverito il territorio. Come Linea Condivisa metteremo la legalità al principio di ogni nostra discussione politica. Perché non sarà possibile avere una sanità migliore, un trasporto più efficiente, più lavoro o un ambiente più vivibile senza pretendere trasparenza nei gesti di chi governa”.

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