In Liguria niente letti per gli adolescenti psichiatrici in fase acuta, ragazzini ricoverati insieme agli adulti

Genova – Niente posti letto per gli adolescenti psichiatrici in fase acuta, e così i ragazzini si ritrovano ricoverati in camera insieme agli adulti, con persone che hanno alle spalle una lunga storia di malattie psichiatriche.
Un’esperienza traumatica aggiuntiva che non li aiuta a misurarsi con gli stereotipi legati alla malattia mentale ma anzi ne aumenta l’angoscia.
Succede in Liguria dove l’unico posto letto disponibile era quello dell’ospedale Felettino di La Spezia, ormai dismesso.

La denuncia arriva dal sindacato USB che apre uno squarcio su una carenza che è incredibile di fronte a un fenomeno in continua crescita.
In meno di 10 anni, gli accessi di minori ai servizi di salute mentale in Italia sono più che raddoppiati e hanno raggiunto una prevalenza due volte superiore a quella di una delle patologie più comuni nei ragazzi, l’asma infantile.
E sono aumentati anche i comportamenti dirompenti, spesso legati all’abuso di sostanze e di alcol.
Gli ultimi dati disponibili riportati dalla Conferenza Stato Regioni del 25 luglio 2019 ci dicono che ci sono 8 adolescenti su 10.000 che accedono ai servizi di urgenza per disturbi della condotta, disturbi dell’umore, sindromi deliranti e tentato suicidio.

Eppure anche di fronte a questi numeri la risposta della sanità pubblica è carente: 79 posti letto in totale in Italia, a fronte di un fabbisogno di 300.
E se nelle regioni che dispongono di una risposta più articolata all’emergenza – PA Bolzano, Toscana e Lazio -, solo 1 minore su 10 finisce nei reparti per adulti, al contrario in Veneto, Liguria, Piemonte e Puglia, la percentuale tocca il 71%.

“A Genova un adolescente psichiatrico in fase di acuzie o è indirizzato verso il Diagnosi e Cura (SPDC) del San Martino, e quindi ricoverato con gli adulti, o verso il reparto di Neuropsichiatria Infantile (NPIA) dell’ospedale pediatrico Gaslini” ribadisce Luca Nanfria, delegato USB Sanità, che poi mette in chiaro come le mancanze riguardino anche la sfera della formazione.
E spiega: “All’NPIA del Gaslini ci sono bambini anche molto piccoli che soffrono di patologie neurologiche e il personale non è formato per affrontare un adolescente che dà in escandescenze, né percepisce delle indennità di rischio come invece avviene in altri nosocomi”.
Perché non è raro che un operatore sanitario si becchi un pugno in un occhio o che l’ospedale chiami la polizia. “È successo anche a me di vedere i poliziotti che si sono presentati con i guanti imbottiti tipo G8. In quattro per un ragazzino. È stata una scena scoccante”. Per non parlare dei rischi per i piccoli ospiti, continua Nanfria: “A loro per fortuna non è mai successo niente, almeno finora”.

Un’emergenza questa dei posti letto che USB ha denunciato più volte al Comune di Genova, alla Regione e persino al Garante per l’Infanzia ma “nessuno ci risponde”, tiene a precisare Nanfria che poi punta il dito sull’assessorato: “Nel 2016, a seguito di un’interrogazione in Consiglio regionale, l’assessore Viale aveva dichiarato che con la creazione di Alisa vi sarebbe stata una riorganizzazione della rete territoriale e la creazione di due posti letto dedicati presso l’IRCCS S.Martino. Ma fino ad oggi non si è mosso niente”.

“Si tratta di una grave carenza della politica perché questi ragazzi sono gli adulti del domani”, conclude Nanfria aggiungendo: “Un minore con problemi psichiatrici o psichici che potrebbe essere aiutato ma viene abbandonato a sé stesso, sarà un adulto che questi problemi se li porterà dietro per tutta la vita”.

Simona Tarzia

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