Salvini a Genova, dagli applausi ai fischi

Salvini a Begato: “Conte applichi il Modello Genova per sbloccare i cantieri di tutta Italia”

Genova – Partito in tour da Ventimiglia per le regionali liguri, Matteo Salvini oggi pomeriggio fa tappa a Begato dove il primo di agosto è cominciata la fase iniziale di demolizione delle Dighe e parla di ampliare il Modello Genova a tutto il territorio nazionale.

“Sono emozionato. In Italia non è facile riuscire a mantenere le promesse di tempi certi quando ci sono cantieri pubblici. Si vede che a Genova c’è quel tocco in più. Se avessi il Presidente del Consiglio qua davanti gli chiederei di applicare il Modello Genova per sbloccare i cantieri e le opere pubbliche ferme in tutta Italia”, dichiara il leader della “Lega del fare”, come la chiama lui, e poi non si lascia scappare l’occasione per promuovere il candidato sindaco di Reggio Calabria, Antonino Milicuci, ex Segretario generale del Comune di Genova: “Il Modello Genova è quello che stiamo esportando anche a Reggio Calabria, con un candidato sindaco indicato dalla Lega che ha lavorato fianco a fianco a Bucci per la ricostruzione del ponte”.

Milicuci, l’uomo del ponte

Su questa candidatura Salvini gioca anche il jolly del ponte sullo Stretto e insiste: “Chi ha contribuito a ricostruire il ponte di Genova, dopo 40 anni di chiacchiere potrebbe essere colui che è protagonista della costruzione del ponte tra Reggio e Messina”, millanta il segretario del Carroccio dimenticandosi di quando la Padania scriveva che “con i soldi del Ponte di Messina si fanno le grandi opere del Nord”.

Sulle elezioni: “In Liguria si vince di almeno 15 punti”

A chi gli chiede conto del disastro alle regionali in Emilia Romagna, invece, Salvini risponde che lo ripete da mesi “alla faccia di analisti, sondaggisti e oroscopi, noi possiamo vincere dappertutto. In Liguria ho scommesso che si vince di almeno 15 punti”.

E poi ai suoi avversari dice che sarà “una doppia sconfitta per la maggioranza di governo perché a dispetto della dignità qua hanno fatto questa ammucchiata PD più Cinquestelle nell’odio, nello schifo e nel disprezzo reciproco, e sarà doppiamente bello vincere con la Lega primo partito”.

È ottimista Salvini che minimizza anche la frenata del suo partito alle regionali di gennaio e calcola di prendersi tutto: “In Veneto finisce tanti a pochi. In Valle d’Aosta per la prima volta penso che il Governatore sarà una donna e sarà della Lega. E siamo a tre. Nelle Marche si vince e oggi l’ha scritto persino il Corriere della Sera e infatti mi è venuto un dubbio quando l’ho letto. In Puglia si vince. In Campania la partita è aperta. In Toscana ci credo perché tanti elettori della Sinistra a settembre dopo cinquant’anni sceglieranno il cambiamento e voteranno la Lega”.

“Un’emergenza nazionale chiamata scuola”

Non si fa mancare nulla, Salvini, nel suo discorso davanti alle Dighe: “A Genova e in Italia c’è un’emergenza nazionale che si chiama scuola. Siamo l’unico paese europeo che non ha certezze per studenti, famiglie, presidi e insegnanti. In tutta Europa la scuola ha riaperto o sta per riaprire senza plexiglas e senza banchi con le rotelle. In Italia siamo arrivati a settembre senza certezze”, attacca il leader del Carroccio che poi lancia proposta sensata, quella di “reintrodurre il medico scolastico”.

Dagli applausi ai fischi

Il Capitano lascia Begato tra applausi e selfie, e parte per la seconda tappa di oggi.
Ma a Oregina l’atmosfera è molto diversa e fuori dai giardini Don Acciai, a separare il gazebo della Lega dai dimostranti, c’è un cordone di polizia e carabinieri.
Così Salvini ribatte ai cori dei contestatori dal palco: “Vorrei sapere quelli dei centri asociali che protestano con la bandiera rossa quanti immigrati mantengono a casa loro e a loro spese”.
Per tutta risposta, al grido “Genova è solo antifascista”, i giovanissimi manifestanti del centro sociale Terra di Nessuno alzano cartelli di protesta con su scritto “Prima i 49 milioni”.

Simona Tarzia

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