Ancora furti alla Ligurblock di Rolando Fazzari, l’imprenditore dimenticato dalla politica. Ma non proprio tutta.

Non c’è pace per Rolando Fazzari, l’imprenditore savonese che si è ribellato alla ‘ndrangheta

Balestrino (SV) – In questo periodo di giostra elettorale dove i politici promettono cose che non potranno mantenere, solo Marika Cassimatis si è preoccupata di andare alla Ligurblock di Rolando Fazzari. L’imprenditore di Balestrino, con un cognome legato a una delle ‘ndrine più potenti del ponente ligure, si ribellò al destino scritto dalla sua famiglia che per lui aveva predisposto un futuro da mafioso.
E questa scelta, Rolando e Marilena, sua moglie, l’hanno pagata cara, vivendo una vita costellata di “sabotaggi” per non essersi assoggettati alle logiche ‘ndranghetiste.

Rolando è una persona seria, un gran lavoratore, uno che non si risparmia. Ma in questa Regione, dove molti politici sono legati a filo doppio con la criminalità organizzata, essere “contro” e vivere onestamente è difficile.
La strada che porta alla Ligurblock ha subito danni ingenti nel corso delle passate alluvioni, e nonostante Rolando l’abbia sempre rimessa a posto a sue spese, non ha mai trovato aiuto da parte dalla sindaca di Balestrino, Gabriella Ismarro. I motivi di questa avversione verso Rolando non li abbiamo mai capiti e la Sindaca, nonostante le nostre richieste, non ha mai accettato di essere intervistata per spiegarcele.

La scoperta oggi, durante la visita di Marika Cassimatis alla Ligurblock

Ma torniamo alla Cassimatis, capolista di Base Costituzionale.
Oggi finalmente, Rolando ha potuto far vedere a una candidata presidente di Regione la situazione della sua azienda, ormai isolata in cima a un monte perchè la strada non c’è più. Il comune di Balestrino ha preferito costruirne un’altra spendendo 400 mila euro. Un’altra che passa adiacente alla proprietà di Rolando e in parte nei suoi terreni, ma di cui l’imprenditore non può usufruire.

E in queste ore, durante l’unico sopralluogo “elettorale” alla Ligurblock, Rolando ha scoperto nuovi “sabotaggi”.
Stiamo parlando di furti di valore ingente: il quadro comandi gru di un camion, il telecomando della gru di un altro camion, oltre a componenti dell’impianto che un tempo produceva materiale in cemento, come i blocchetti autobloccanti per esterni. Tutto denunciato ai Carabinieri che stanno facendo un sopralluogo all’interno dell’azienda.

Così, mentre si parla di difesa del lavoro e di aiuto agli imprenditori, mentre si sprecano parole su una visione di Liguria nuova, assistiamo alla pressione sempre più evidente delle mafie che vogliono controllare il territorio per fare affari.

In attesa che anche gli altri candidati mettano in agenda una visita all’azienda di Rolando non ci resta che prendere atto che oltre la propaganda non c’è altro.

fp

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