Privatizzazione Elisoccorso Liguria, la rabbia di USB: un attacco diretto alla salute pubblica

Stefano Giordano: “La nostra convenzione sembra una stampella, 18 mesi per aiutare i privati a insediarsi definitivamente nel servizio”

Genova – Si conclude in Liguria il risiko delle “Sette sorelle delle pale” per spartirsi i servizi di elisoccorso sul territorio nazionale. L’ultimo baluardo cade definitivamente l’11 luglio, quando AirGreen debutta ufficialmente all’aeroporto di Villanova D’Albenga e sancisce il monopolio del “cartello” sulle convenzioni regionali.

Una questione delicata quella dell’elisoccorso, finita più volte nel mirino degli inquirenti.
L’ultima indagine, la ricorda stamattina in conferenza stampa il coordinatore regionale USB vigili del fuoco Stefano Giordano, è quella del Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri che nel 2018 ha arrestato due funzionari pubblici e due manager di Babcock Mission Critical Services Italia S.p.A. – una delle sette società che forniscono servizi elisoccorso e antincendio – per “concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”.

Spese stellari in Sardegna. E in Liguria quanto ci costa il privato?

“È sotto gli occhi di tutti che dopo la privatizzazione dell’elisoccorso in Sardegna i costi sono quintuplicati”, precisa sempre Giordano che poi per la Liguria ci spiega che “il costo del servizio fornito dai VVF era di 1milione e 750.000 euro l’anno e che la convenzione Regione-VVF copriva i costi effettivi”.

Il privato, invece, guadagna se fa i trasporti.
Commenta Giordano: “Nel 2018 abbiamo effettuato 170 trasporti eliambulanza, ma quanto lieviteranno ora che sono in mano ai privati?”.
Una bella domanda, visto che già partiamo con costi che sono triplicati: si parla di 3milioni e 500.000 euro di base per fare “eliambulanza e soccorso primario che però è suddiviso a zone perché per 18 mesi è in essere una convenzione assurda con i VVF che prevede interventi a singhiozzo per 115 giorni l’anno”.
“Una stampella firmata dal Ministero dell’Interno per aiutare i privati a insediarsi definitivamente nel servizio” denuncia Giordano che annuncia scenari apocalittici: “Tempo pochi mesi e vedrete che il Drago rosso non volerà più”.

Piazzole fuori norma per i VVF ma abilitate per i privati

C’è poi un’altra questione che fonde il cervello. È quella della piazzola dell’ospedale San Martino che non sarebbe a norma per l’elicottero 139 che presto arriverà in forza al comando genovese.
“Le piazzole fuori norma erano molte, a quanto ci risulta. Certo è che la piazzola di San Martino non è a norma per l’elicottero 139 che è di grosse dimensioni e ha caratteristiche diverse rispetto all’elicottero dei privati che è stato abilitato”.

È un argomento questo dell’abilitazione che è stato “lasciato nel cassetto”,  chiarisce Giordano con una punta di ironia aggiungendo che intanto “i Vigli del Fuoco possono andare i deroga su tutti gli aspetti normativi che gli altri devono ottemperare” e poi lancia la palla avvelenata al Presidente uscente: “Sarà la Regione che dovrà rispondere a questi interrogativi”.

Una battaglia in solitudine contro la svendita dei servizi pubblici

È una battaglia in solitudine contro la svendita dei servizi pubblici quella che USB, unico sindacato, sta portando avanti ormai da tempo anche in tribunale.
E dopo l’esposto alla Procura genovese la nuova carta da giocare sarà l’incontro con il Prefetto “dove chiederemo di aprire un tavolo tecnico perché il soccorso sta diventando precario e non c’è coordinazione tra pubblico e privato”, conclude Giordano segnalando: “Noi non ce l’abbiamo con Airgreen o con Babcock, ce l’abbiamo con un sistema che ha divorato gli investimenti nel pubblico, in settori che dopo il Covid ci siamo resi conto che sono fondamentali e strategici per il diritto alla salute dei cittadini”.

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