Veda un po’ lei, però l’allerta meteo ci vede benissimo

Colonnello Edmondo Bernacca

Così è se mi pare, come con il Colonnello Bernacca

E siamo arrivati alle previsioni del tempo, pratica dibattuta e sofferta almeno quanto le formazioni della nazionale azzurra di calcio o le prestazioni altalenanti di Genoa e Samp, con l’aggiunta persino dello Spezia. Con viaggio a ritroso sino ai tempi dell’ormai scomparso, ma allora famigerato, imitato, sbeffeggiato e spernacchiato Colonnello Edmondo Bernacca.

Perché, in fondo questa è la stagione giusta per fortunali e piogge, allagamenti e mareggiate. Se non addirittura alluvioni. Da che storia è storia. Tanto che a Genova la “settembrata” del PCI, alias festa dellUnità e subito dopo il Salone Nautico hanno sempre obbligato genovesi e non, sindaci e comuni mortali, politici celebri e semplici militanti a guardare il cielo interrogativi. Tanto da far circolare l’amena leggenda che come l’ammiraglio finiscano per portare un po’ di legittima “sfiga”.
In fondo, fino a qualche tempo fa genovesi e liguri non erano inclini alle autocelebrazioni, e qualcuno finiva per sostenere, a torto o a ragione, che in fondo il tempo funesto fosse una sorta di dazio da pagare per chi intendesse bearsi di luce riflessa, fosse esso partito, o politico, o amministratore, o imprenditore.
Che poi alla fine le figure e i ruoli in molti casi finivano per sovrapporsi. Perciò non è che i genovesi qualche volta, ma anche spesso e volentieri,  non cedano ai riti scaramantici.

Quindi sguardo e naso rivolti all’insù, con l’orecchio pronto ad intendere gli avvertimenti dei previsori del tempo. E sindaci e responsabili della protezione civile allertati h24.

Lupo Alberto

La sfiga solitamente ci vede benissimo

Solo che, come diceva un certo “Lupo Alberto”: “la fortuna è cieca ma la sfiga finisce per vederci benissimo”. Perciò a Salone Nautico appena inaugurato, con tanto di presenza del ministro Paola De Micheli e sorrisi dei presenti e degli imprenditori del settore, e promesse in serie su opere e finanziamenti – perché in fondo anche il governo giallorosso di Giuseppe Conte vuol dimostrare che è vicino a chi crea e dà lavoro -, dicevo a Salone Nautico appena inaugurato, accade che venga diramato l’allerta meteo con variazione dal giallo all’arancione nel volgere di qualche ora. Previste mareggiate, fortissime raffiche di vento, pioggia battente e bombe d’acqua.
In tutta la Liguria, tranne che a Genova, l’allerta dall’arancione passa al rosso, con tanto di chiusura delle scuole obbligatorio. A Genova, fra riti scaramantici e no, fra comunicati dei previsori e palpazioni in parti del corpo strategiche, l’allerta resta arancione, come il colore del partito del Governatore Giovanni Toti. E poco importa se la cartina dell’Arpal riporta una macchia arancione all’interno di un assedio tutto rosso. Tanto da riportare alla mente la suggestione di una roccaforte resiliente allo strapotere rosso. Anche se non è così perché si parla di meteo e non di politica.

L’attesa del diktat mattutino

Il primo effetto è quello dell’incognita per studenti, professori, personale della scuola e ovviamente genitori sulla regolarità delle lezioni.
Il sindaco Marco Bucci prende tempo. Consapevole che scuole chiuse e Salone Nautico regolarmente aperto potrebbe suonare come una palese contraddizione visto che l’allerta rosso prevede la sospensione di tutte le manifestazioni.
Perciò il primus inter pares impone una levataccia a tecnici comunali ed assessori competenti. Alle quattro di venerdì mattina valuteranno meglio il da farsi. Per genitori, allievi, personale docente e non una notte ad aspettare che “l’illuminazione illuminante è illuminata” sia messa in circolazione dal Matitone sede di una riunione permanente. Ora in cui verrà sciolto il busillis le 5 di venerdì mattina. Attraverso i media, chiarisce ancora Bucci. Insomma notte insonne anche per i solerti professionisti dell’informazione. E il busillis viene sciolto con qualche colpevole ritardo non alle 5 in punto ma alle 6 e un quarto. Colpa di Bucci, dei suoi tecnici, dei solerti informatori colti addormentati dal “generale autunno”? Non è dato sapere. Fatto sta che i genitori, già ritrosi sulla comunicazione dell’ultima ora, di fronte a quella dell’ultimissimo istante insorgono inferociti.

E scatta quello che il Governatore Toti marchia come il complotto. Perche’ sui social inizia  a farsi largo l’ipotesi che il passaggio da arancione a rosso non abbia compreso anche Genova per non sconvolgere il regolare svolgimento del Salone Nautico in vista del week end.

La danza della pioggia al contrario

Toti, che solitamente sulla polemica dei numeri del Covid ha preferito non schierarsi, rifiutando in epoca elettorale anche un dibattito pubblico sul tema della sanità con l’antagonista Ferruccio Sansa, in un post ufficiale ribatte infuriato minacciando querele: “Chiunque possa anche solo ipotizzare che le zone in cui far scattare l’allerta rossa in Liguria siano state scelte pensando al Salone Nautico non solo fa insinuazioni vergognose e imbecilli ma commette anche il reato di diffamazione”. Scivolone o forse no comprensibile, visto che l’ex Sindaco Marta Vincenzi è incappata in una situazione per molti versi analoga in una lunga e dolorosa vicenda giudiziaria.

Del resto il Salone Nautico genovese, unico in un Europa devastata dal Covid, era stato definito il “Salone del coraggio”. E quindi il primo dei suoi sostenitori, gia’ in epoca preelettorale e adesso più che mai visto il largo margine, era logico che dimostrasse coraggio. Se non addirittura un pelino d’incoscienza.

Solo che poi i post ironici sull’intervento di Toti si sono perfino sprecati. Yuri Pertichini scomoda il divino Francesco Guccini, per spiegare che, come i pavanesi, anche i genovesi sono pressoché imbattibili nella pratica delle scaramanzie. E celia in un post: “Ai complottisti specializzati che adombrano il sospetto che questa incongrua situazione meteorologica sua legata al Salone Nautico, ricordo il grande insegnamento di Francesco Guccini in un suo libro laddove racconta che per scongiurare un temporale l’unico modo era sedersi sotto un albero e cominciare a bestemmiare. Se abbastanza bravi, il temporale capiva che non era aria e si andava a scaricare su popolazioni più pie. Questo è quanto. Sono i genovesi ad essere – evidentemente – bravi in questa pratica”.  Insomma una danza della pioggia, rito scaramantico in voga un dì fra i pellerossa, praticamente al contrario. Teoria suggestiva rifacendosi alle “Croniche epafaniche” di Guccini.

Fortuna cieca e allerta ipovedente

E qualcuno, prendendo spunto da un altro post ironico  del mio amico social Carlo Besana ( “Anche se ipotizzo non lo dico a nessuno???🤣”) si limita ad osservare più banalmente: “Excusatio non petita, accusatio manifesta”.  E Enrico Testino rincara la dose in un commento: “ A pensar male si fa reato, ma spesso ci si azzecca”. Che poi Besana affonda a commento di una cartina in cui Genova/arancione risulta assediata dall’intera Liguria in rosso: “Genova, Salone Nautico dall’1 ottobre al 6 ottobre 2020. La fortuna è cieca ma l’allerta ci vede benissimo”. Insomma se la donna è mobile il tempo è variabile almeno quanto la sua interpretazione. Potere delle previsioni che non possono essere scambiati per dati assoluti. Anche se poi mi piace ricordare il post letto proprio ieri mattina in cui qualcuno di fronte al clima da tregenda segnalava la sua impressione di essere freschissimi reduci da un corso di sopravvivenza.

Gianni Crivello

Gianni Crivello, il capo dell’opposizione a palazzo Tursi e già avversario di Bucci al ballottaggio, nonché ex assessore con delega alla protezione civile durante la giunta di Marco Doria, discettando sul tempo inclemente si limita ad osservare in un post con la solita cartina della Liguria colorata di rosso e arancione: “Allerta Rossa: Bacini A D C E. Allerta Arancione: Bacini B (Genova). Massima fiducia in ARPAL”. Evidenziando anche, pero’: “ Come è noto con Allerta Rossa sono sospese anche manifestazioni ed eventi”.

I soliti sospetti

Insomma, i soliti sospetti. Nè più né meno di quanto era successo in epoca preelettorale e poche ore prima che scattasse il lockdown per una cena della Lega con la partecipazione di Matteo Salvini e discesa a Genova del codazzo di accoliti Lombardi. Il lockdown entrava in vigore dopo la mezzanotte e anche allora il Governatore Toti si trovò ad essere messo sotto accusa. Del resto nemmeno il sindaco Marco Bucci, principale alleato di Toti, è da annoverarsi fra i personaggi che rifuggono qualche rischio. Dalle fasce tricolori distribuite con eccessiva magnanimità al trasgredire un ordine dell’autorità costituita in occasione della telefonata anonima che annunciava una bomba a palazzo Tursi. In quell’occasione si rifiutò di lasciare il suo ufficio giustificandosi con il Carabiniere di turno con uno dei comandamenti principe dei manager: “Io c’ho da lavorare”. Andò bene, naturalmente.

Palazzo Tursi sede del Comune di Genova

I rumor delle cronache di Tursia

Epperò i rumor di palazzo, le “cronache di Tursia”, raccontano che nell’occasione, venerdì ad allarme arancione in corso, fra i due alleatissimi qualche straccio sia pur finito per volare. Con tanto di braccio di ferro fra Buccie Toti. Il Sindaco,  di fronte alle raffiche di vento che hanno flagellato il quartiere fieristico con volo sulle auto di cartelloni pubblicitari e allarme per una tensostruttura, con lungo intervento dei vigili del fuoco, intendeva chiudere il Salone per garantire l’incolumità pubblica. Ma Toti non ne voleva assolutamente sentirne parlare. Scambio di opinioni, secondo “Le cronache di Tursia”, di una certa effervescenza, in cui pare che il Governatore abbia fatto valere il proprio recente appeal elettorale per salvaguardare il suo “Salone del coraggio”. E comunque, governo ladro, i previsori dicono che continuerà a piovere. Per una settimana. E  ad ogni modo con buona pace dei coraggiosi del Salone del coraggio.

Paolo De Totero

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