Savona: con l’ipotesi di disastro ambientale la Finanza sequestra alcune aree delle discariche Boscaccio e Bossarino

Secondo il Procuratore Pelosi, “dalle prime analisi chimiche sarebbe emerso il possibile superamento dei valori di legge autorizzabili e derogabili nelle acque sotterranee e nei pozzi”

Savona – È scattato questa mattina il provvedimento di sequestro di alcune aree all’interno delle discariche Boscaccio e Bossarino di Vado Ligure. L’ipotesi di reato a carico dei legali rappresentanti delle società Eco Savona e Green-Up, che gestiscono le discariche, è quella di disastro ambientale colposo.
Il Procuratore di Savona, Ubaldo Pelosi, che ha stabilito il sequestro probatorio, ha precisato che si tratta di un provvedimento “finalizzato a garantire la genuinità dei prelievi che vengono contestualmente eseguiti all’interno del sito e la correttezza dei risultati delle successive analisi” e per questo è “limitato ad alcuni siti e non incide sulla operatività e sulla gestione delle attività ordinarie delle discariche, che continuano a funzionare regolarmente”.

Nello specifico, il sequestro ha avuto per oggetto esclusivamente i luoghi, posti all’interno del perimetro delle discariche, dove devono essere eseguite le operazioni di prelievo, campionamento e analisi delle acque sotterranee, nelle vasche e nei pozzi nonché i locali che fungono da “sala macchine” e “sala controllo” delle discariche stesse.

Il procedimento nasce da accertamenti e sopralluoghi svolti all’interno dei siti nell’estate del 2019 dalla Guardia di Finanza, dall’Arpal e dal consulente tecnico del pubblico ministero, per fatti commessi in epoca successiva al 2016.
“Eseguiti i prelievi”, precisa infine il Procuratore, “è necessario svolgere ulteriori accertamenti di natura tecnica, in contraddittorio con le parti e con le dovute garanzia di difesa, al fine di chiarire i fatti e verificare l’effettiva fondatezza dell’ipotesi di accusa”.

Tranquilli i gestori iscritti nel registro degli indagati che ribadiscono: “Si tratta di un procedimento vecchio che fino ad oggi non ha dato riscontri scientifici. Siamo fiduciosi”.

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