Atlantia dice NO a Cdp, Blackstone e Macquaire. Offerta troppo bassa per Autostrade

I Benetton ne uscirebbero con circa 3 miliardi di euro

Roma – Il consiglio di amministrazione di Atlantia dice no all’ offerta preliminare per l’acquisto dell’intera partecipazione dell’88% detenuta in Autostrade per l’Italia ricevuta ieri da Cassa Depositi e Prestiti, dal fondo statunitense Blackstone e dal fondo australiano Macquarie. Nella nota si legge che “Il Consiglio di Amministrazione, pur esprimendo apprezzamento per l’elaborazione dell’offerta, ha valutato i termini economici e le relative condizioni allo stato non ancora conformi e idonei ad assicurare l’adeguata valorizzazione di mercato della partecipazione. Ciò nonostante, pur essendo scaduto il periodo di esclusiva, il Consiglio ha deliberato di proseguire comunque le interlocuzioni con CDP e i co-investitori sino al 27 ottobre e di riconvocarsi per il prossimo 28 ottobre al fine di valutare un’eventuale nuova offerta vincolante”.

Sul tavolo della trattativa Cdp ha messo 9 miliardi e mezzo di euro, ma la cifra dipende anche da altri fattori come ulteriori risarcimenti dovuti al crollo del Morandi. Atlantia detiene l’88% di Autostrade ed è controllata al 30% dalla famiglia Benetton che ne uscirebbe con una una cifra intorno ai 3 miliardi di euro.
La trattava continua.

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