Castiglione Chiavarese, discarica mascherata da riqualificazione. Condannati Sindaco, tecnici e impresario

Castiglione Chiavarese – Nell’aprile 2014, il Comune di Castiglione autorizzò la realizzazione di una “riqualificazione ambientale”, che consisteva nello stoccaggio di circa 500 mila metri cubi di materiale di scavo in un bosco in località Gavornie.

Da discarica a riqualificazione ambientale

Ma per vent’anni, e nello stesso luogo, la ditta Neve S.R.L. di Sestri Levante aveva cercato di di farsi approvare la realizzazione di una discarica, ma i vincoli urbanistici avevano sempre vanificato i tentativi. Nel 2004, Regione e l’allora Provincia, avevano rigettato il progetto, ripresentato nel 2010 come “riqualificazione ambientale” e sottoposto quindi a verifiche e autorizzazioni ben più blande rispetto alla normativa per le discariche.

Cosa è successo nel 2015

Otto indagati

Condannati per falso e abuso d’ufficio pubblici amministratori, liberi professionisti e impresari

Ieri è arrivata a sentenza la vicenda della discarica di rifiuti mascherata da “riqualificazione ambientale” nel Comune di Castiglione Chiavarese, all’interno di un Sito di Interesse Comunitario.

Le condanne

Tutti condannati in primo grado, per i reati continuati ed in concorso di falso ed abuso d’ufficio, i principali imputati tra cui l’allora Sindaco del Comune di Castiglione, un noto avvocato amministrativista e professore genovese, l’impresario, il progettista e l’allora responsabile dell’Ufficio Tecnico.

Prescritti, ma ritenuti sussistenti, i reati ambientali connessi alla realizzazione della discarica e all’abuso edilizio e paesaggistico ambientale.

La Commissione Edilizia comunale, per permettere il proseguimento dell’iter amministrativo per realizzare la discarica aveva verbalizzato  anche la valutazione di incidenza ambientale, in realtà inesistente, obbligatoria per avviare una pratica edilizia all’interno di un SIC.

Il vincolo paesaggistico ambientale era poi superato dalla Commissione paesaggistica comunale, costituita dagli stessi elementi di quella edilizia, pur in assenza di elementi progettuali previsti obbligatoriamente per legge che permettessero una valutazione oggettiva dell’impatto paesaggistico dell’opera una volta realizzata sul territorio.

L’iter giungeva infine al termine con l’approvazione del progetto con ulteriori modifiche senza sottoporre tali variazioni alla Soprintendenza competente, ma ottenendo la variazione col solo deposito di un elaborato modificato che, inserito tra gli atti del progetto, è andato a far parte dell’insieme delle tavole approvate.

Le opere, ottenuto il permesso di costruire, avevano quindi inizio nell’agosto del 2014 con la realizzazione delle prime via d’accesso.

Dopo un lungo iter processuale la sentenza è stata infine depositata nell’ottobre di quest’anno con la condanna ad un anno e mezzo di reclusione per quasi tutti gli imputati: l’allora Sindaco  Giovanni Collorado, i componenti delle commissioni comunali edilizie e del paesaggio, il responsabile, il progettista  e l’impresario. Unico assolto, il direttore dei lavori perchè estraneo ai fatti.
L’opera, fermata nelle sue prime fasi, non ha più avuto seguito e l’attività giudiziaria ha così permesso di salvaguardare una vasta area verde tutelata e riconosciuta di interesse comunitario.

In tre decenni si è tentato più volte di realizzare una discarica di rifiuti in loc. Gavornie, zona di particolare interesse naturalistico, senza riuscirvi. Con la “riqualificazione ambientale” era stata giocata l’ennesima carta.

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