Covid-19, ospedali sotto pressione. Cremonesi: “Non intasate i Pronto Soccorso, con sintomi lievi chiamate il medico di famiglia”

L’appello del Direttore del PS del Galliera: “Gli ospedali non sono distributori di tamponi”

Genova – Dopo la nostra denuncia dello scorso fine settimana e dopo che la Procura genovese ha aperto un’inchiesta sulle code che intasano i Pronto Soccorso della città per accertare se ci siano stati ritardi da parte dell’azienda sanitaria regionale (A.Li.Sa.) nel mettere in atto un piano in grado di far fronte alla seconda ondata di casi di Covid-19, siamo andati a vedere come siamo messi oggi.

“C’è sempre un notevole sovraffollamento”, conferma Paolo Cremonesi, Direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Galliera, che poi denuncia come “l’influenza milanese” di chi ha dichiarato che “il virus è morto e ha perso potenza” abbia fatto dei danni.
Il riferimento va certamente ad Alberto Zangrillo, il direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano che già lo scorso maggio aveva dichiarato che “clinicamente il nuovo coronavirus non esiste più”.

E invece siamo di nuovo in emergenza. E in prima linea ci sono ancora loro: medici, infermieri, volontari delle Pubbliche Assistenze e OSS.
Lo conferma Cremonesi sottolineando che “facciamo squadra con tutto il personale che si sta sacrificando molto perchè l’afflusso è intenso e gli spazi ospedalieri non sono infiniti”.

Ecco, anche questo è il punto. Perchè non si sono attivati prima gli ospedali Covid? Possibile che il nostro Paese debba sempre far conto sulla buona volontà e il sacrificio di qualcuno?
Chi lavora sul campo e non va in giro a fare filosofia nelle varie televisioni, sa quale sia il valore della persona umana, della sofferenza, sa qual è il valore del lavoro e si sacrifica. Perchè noi non lavoriamo con carte e con filosofia ma con persone che soffrono e con persone che muoiono”, continua Cremonesi sottolineando come un po’ di respiro agli ospedali cittadini potrebbe arrivare finalmente dall’attivazione dei cosiddetti Covid-hospital: “Oggi è arrivata la conversione dell’Evangelico di Voltri. È un’esperienza che è già stata fatta nel corso della prima ondata della pandemia ed è davvero utile. Ci aspettiamo che dopo Voltri arrivi anche la conversione dell’ospedale di Sestri Ponente in modo da diminuire la pressione sui nosocomi sede di DEA, cioè quelli dove è attiva l’emergenza-urgenza”.

Quindi Cremonesi fa un appello a non andare in Pronto Soccorso se si hanno sintomi lievi e soprattutto non per fare il tampone: “È il medico di famiglia che, se lo ritiene necessario, inserirà il suo paziente in un programma regionale e sarà la Asl a organizzare il tampone a domicilio. L’ospedale non è un distributore di tamponi”.

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