Quale logistica per la Valpolcevera?

Tra ZSL e autoparco a macchia di leopardo arriva in Municipio la mozione di Chiamami Genova, Ghiglione: “Non ci rassegniamo ad essere solo una piattaforma logistica”

Genova – È stata approvata ieri, all’unanimità, la mozione di Chiamami Genova che impegna il presidente del Municipio V ad aprire un tavolo con il Comune di Genova “affinché, in merito alla logistica, si discuta finalmente di un progetto organico per la nostra vallata”.
Lo ha detto il capogruppo in Municipio  Davide Ghiglione, spiegando che la necessità di portare l’argomento al centro dell’attenzione “è nata dal recente proliferare in vallata di attività di ricovero camion, come è accaduto nello spazio antistante la Cappella di Villa Durazzo-Cataldi a Bolzaneto, oppure con il complesso che si sta realizzando nella zona di Trasta”.

A questo si aggiunge l’idea annunciata a giugno 2019 dagli spedizionieri di fare della Valpolcevera un retroporto di primo miglio e attivare, nella Zona Logistica Semplificata già prevista dal Decreto Emergenze, uno dei due fast corridor doganali “dove le aziende che decideranno d’insediarsi potranno godere di importanti benefici sia di natura economica che burocratica”.

Non solo.
Ricorda ancora Ghiglione: “Non dimentichiamo che lo scorso marzo si è presentata la possibilità di distribuire dei tir in Valpolcevera, in relazione alla questione della delibera che individuava temporaneamente come autoparco l’area a sud di Villa Bombrini, a Cornigliano, e di come un’area in prossimità della rotonda Cornelio Bertelli, sempre a Bolzaneto, sia proprio stata destinata a parcheggio per camion”.

E così l’idea di un autoparco si sta realizzando davvero, “a macchia di leopardo”, conferma Ghiglione annunciando battaglia: “Noi non ci vogliamo rassegnare all’idea di una Valpolcevera solamente come una grande piattaforma logistica, con pochissime ricadute positive in termini economici, ma tantissimi risvolti negativi per l’inquinamento e il traffico, in un territorio già percorso dai mezzi coinvolti nella realizzazione di opere inutili come il Terzo Valico e stressato a livello di viabilità dalle chiusure stradali del post Morandi e dalla sua ricostruzione”.

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