Conte firma il nuovo DPCM in modalità notturna: 5 regioni a rischio lockdown

Lombardia, Piemonte, Puglia, Calabria e Sicilia a rischio lockdown

Conte firma il nuovo DPCM intorno alla mezzanotte.
Chiederemo a qualche comunicatore esperto il perchè di orari così strampalati. Forse il premier vuole dimostrare di essere sul pezzo anche di notte, o forse per far digerire meglio le nuove restrizioni. Oppure perchè, solo attraverso un lavoro che appare di grande fatica e impegno, proprio perché partorito di notte, si dà la meritata importanza all’ennesimo decreto che ci salverà dal Covid.
Quale che sia la motivazione, ecco le nuove disposizioni.

Italia divisa in tre fasce

Resta il regime differenziato che divide l’Italia in tre fasce di rischio contagio a seconda dei 21 parametri elencati nel testo stesso del DPCM. Tra le poche modifiche introdotte rispetto alle bozze circolate in questi giorni, quelle sui parrucchieri: restano aperti anche nelle zone che rientrano nello scenario 4, a dispetto di quanto previsto nella bozza del pomeriggio.
“È stata un’intensa giornata di lavoro con Regioni ed Enti locali caratterizzata da confronto continuo e leale collaborazione. Dal governo sono state elaborate e trasmesse indicazioni chiare per le misure nazionali e per le restrizioni da attuare, in automatico, nei territori ritenuti in condizioni sanitarie più critiche. Così come saranno automatici e tempestivi tutti i ristori per le attività colpite. Ancora una volta abbiamo lavorato fianco a fianco per un’azione condivisa con i territori avendo un obiettivo unico comune: proteggere sempre la salute e rafforzare le reti sanitarie per contenere il più possibile la diffusione del virus”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, al termine del lungo confronto avvenuto in questi giorni di preparazione del testo del nuovo Dpcm.

Le disposizioni del nuovo decreto si applicano da giovedì 5 novembre fino al 3 dicembre 2020

“Destano forti perplessità e preoccupazione le disposizioni che comprimono ed esautorano il ruolo e i compiti delle Regioni e delle Province autonome, ponendo in capo al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici”, si legge nella lettera inviata dal presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Stefano Bonaccini, al premier Conte e ai ministri Speranza e Boccia dopo il confronto sullo schema del nuovo Dpcm. Secondo le Regioni è “indispensabile instaurare un contraddittorio per l’esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi” delle aree a rischio.

Il governatore del Piemonte Alberto Cirio chiede anche “che i ristori abbiano stanziamenti e tempi certi di erogazione”. Cirio avanzerà   una proposta di legge che impongauna tassazione straordinaria alle piattaforme internazionali di vendita online per tutta la durata delle nuove misure del Governo, prevedendo di destinare la totalità dell’introito ai piccoli esercizi commerciali di vicinato”.
Rimane praticamente invariato l’impianto della bozza di oggi pomeriggio.

Coprifuoco dalle 22

“Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

No agli spostamenti in aree a rischio

Nelle aree ad alto rischio, quelle degli scenari 3 e 4,  “è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori”. Un divieto che può riguardare intere “Regioni o parti di esse”. Lo scenario 4 prevede che siano vietati anche gli spostamenti “all’interno dei medesimi territori”, dunque a livello comunale e provinciale.

In zone a massimo rischio chiusi anche i negozi

Stop anche alle attività di negozi e mercati nelle regioni, province e comuni a massimo rischio.
“Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari”. Il provvedimento ferma anche i mercati, tutte le attività di bar e ristorazione (salvo la consegna a domicilio l’asporto consentito fino alle 22) e le attività sportive. Consentita l’attività motoria ma solo nei pressi della propria abitazione e in forma individuale. Per le aree ad alto rischio è limitato “ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza”. Salvo per chi ha esigenze di studio, lavorative, sanitarie o di necessità.

Smart working ai massimi livelli 

Una buona notizia. Le pubbliche amministrazioni dovranno assicurare “le percentuali più elevate possibili di lavoro smart, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato” e “con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione”.

Mascherina obbligatoria anche alle elementari e medie

“L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza con uso obbligatorio di dispostivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina”.

Nelle zone rosse sospese le attività sportive

Nelle zone rosse la bozza sospese le attività sportive, comprese quelle presso centri e circoli sportivi, anche se svolte all’aperto. È consentito solamente “svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, È consentito svolgere “attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale”.

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