Liguria in Zona arancione, Toti: “Siamo perplessi ma non è il momento delle polemiche”

Da mercoledì la Liguria entrerà in Zona arancione insieme ad Abruzzo, Toscana Basilicata e Umbria

Genova – “Il ministro Speranza mi ha comunicato la decisione del Governo di inserire la Liguria in fascia arancione a partire dalla mezzanotte di domani. Due decisioni diverse nell’arco di soli tre giorni con la domenica nel mezzo, a fronte di dati pubblici sostanzialmente simili anche a giudizio dell’ufficio prevenzioni di Alisa, lascia un po’ perplessi. Sono state prese decisioni diverse per regioni con dati analoghi. In ogni caso riteniamo che non sia il momento delle polemiche, è il momento di rimboccarsi le maniche, anche facendo qualche sacrificio, e cogliere il grido di dolore che arriva dai nostri ospedali e da tutti i luoghi di cura, dove i medici hanno chiesto più volte misure più rigorose per rallentare gli arrivi negli ospedali. Ci auguriamo che queste due settimane possano effettivamente raffreddare la situazione e permettere alle nostre attività economiche di tornare a pieno regime in tempo per il periodo prenatalizio, il più importante dell’anno”. Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti ha commentato, nel consueto punto stampa serale, la notizia dell’inserimento della Liguria in fascia arancione (insieme ad Abruzzo, Basilicata, Toscana e Umbria) che scatterà da mercoledì.

“I dati sono anche lievemente migliorati – ha proseguito – Resta pesante la situazione negli ospedali, immaginiamo che questo sia uno degli elementi che più ha influito sulla decisione presa dalla cabina di regia, decisione a livello tecnico di cui non conosciamo tutti i contorni. Non conosciamo i pesi e le misure dell’algoritmo che viene applicato. L’ultimo report reso pubblico, sul quale è stata fatta l’analisi, non va oltre il 1 novembre: un tempo di latenza piuttosto elevato dato il momento. Avevamo proposto in Conferenza regioni di usare dati più recenti, ma questa è la decisione del Governo. Ciò che è sicuro è che gli ultimi due report non sono dissimili per tutti i principali indicatori. Ad ogni modo, per gli amministratori locali, penso che sia opportuno evitare le discussioni. Non credo neanche che sia opportuno, come qualcuno già chiede,  ragionare su diversificazioni da provincia a provincia: al momento non ci sono le condizioni. Il numero degli ospedalizzati cresce omogeneamente ovunque, ci aspettiamo che Genova si stabilizzi nelle prossime giornate e che ci sia una crescita nelle altre province. L’ordinanza ministeriale è di due settimane, ha senso attenersi a quelle indicazioni senza complicare lo scenario, anche per non creare una babele nella comunicazione delle misure”.

“Cosa comporta – ha spiegato ancora Toti – il passaggio in zona arancione? Sono vietati gli spostamenti tra regioni e comuni se non per comprovate esigenze di lavoro, salute e necessità (ad esempio per il rientro al proprio domicilio di residenza) con l’obbligo di autocertificazione. Per i comuni piccoli, dove gli esercizi commerciali non sono sufficienti, gli spostamenti nei comuni vicini sono considerati necessari e quindi sono autorizzati. Chiudono i bar e i ristoranti anche a pranzo: sono consentiti solo l’asporto fino alle 22, ora in cui scatta il divieto di circolazione (per Genova, come già stabilito in precedenza, scatta alle 21), mentre per le consegne a domicilio non ci sono limitazioni di orario. Tutte le scuole superiori passano alla didattica a distanza. Chiusi i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi; rimangono chiusi, come già erano, musei e mostre, cinema e teatri, sale scommesse, piscine e palestre”.

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