Aspi, le intercettazioni: “Più passava il tempo e meno facevamo…così distribuiamo più utili…e Gilberto (Benetton) e tutta la famiglia erano contenti”

Le carte della Procura inchiodano la gestione Benetton

Genova – Ci sono documenti e intercettazioni, atti e azioni inequivocabili che inchiodano ASPI alle sue responsabilità sulla scarsa sicurezza della rete autostradale. Nell’ambito dell’inchiesta seguita al crollo di ponte Morandi , “sono state accertate a carico della Società Autostrade e dei suoi dirigenti gravi condotte criminose legate a una politica imprenditoriale volta alla massimizzazione dei profitti derivanti dalla concessione con lo Stato mediante la riduzione e il ritardo delle spese necessarie per la manutenzione della rete autostradale affidata in concessione e a scapito della sicurezza pubblica”.
Questo il contenuto, dell’ordinanza di misure cautelari per le barriere fonoassorbenti che vede implicato anche l’ex AD di Aspi, Giovanni Castellucci.

Quadro manutentivo desolante

Il quadro manutentivo generale, definito “desolante” dalla Procura, fa riferimento alle gallerie, ai viadotti e, appunto, alle barriere fonoassorbenti. E nelle intercettazioni ambientali, i dirigenti di ASPi parlano di dividendi, soldi, una montagna di soldi, di lavori di manutenzione “fatte in calare, più passava il tempo e meno facevamo…così distribuiamo più utili…e Gilberto (Benetton) e tutta la famiglia erano contenti”.

Ma per rimanere nell’ambito di questa porzione di inchiesta legata al crollo del Morandi, le barriere fonoassorbenti “Integautos” sono risultate del tutto inadeguate “e di gran lunga al si sotto dei limiti previsti dalle norme di sicurezza con particolare riguardo all’azione del vento e alle verifiche anti ribaltamento e addirittura a rischio di crollo sui veicoli…”.

Barriere inadeguate e pericolose

E i casi di cedimento delle barriere  ci sono stati a novembre 2016 e gennaio 2017 sulla A12 ma anche sulla A14. Nonostante la consapevolezza della pericolosità delle barriere “Integautos”, i vertici di ASPI non adottarono misure sufficienti a eliminare la pericolosità di ribaltamento.

Le intercettazioni

Dalle intercettazioni emerge la volontà dei vertici di ASPI di nascondere l’inefficienza delle barriere per evitare l’effetto domino a livello nazionale. Infatti, la sostituzione in Liguria delle “Integautos” significava la sostituzione delle barriere in tutta la rete autostradale.

E a questo punto, l’ex Direttore Generale delle manutenzioni, di ASPI, Michele Donferri, avanza l’ipotesi di addossare all’appaltatore e al sub-appaltatore la responsabilità di eventuali incidenti  dovuti alle barriere anti rumore come errori di posa in opera.
E le riunioni dei vertici di ASPI si susseguono, ma l’intento non è risolvere il problema delle barriere anti rumore ma trovare il modo di occultare il problema per evitare di dover spendere ingenti risorse per la messa in sicurezza. E poi si parla di resina, naturalmente senza certificazione, e anche questo lo sapevano tutti.

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