Covid-19, la Casa della Legalità attacca A.Li.Sa: “Tenere riservati i dati statistici e non renderli disponibili tempestivamente, significa nascondere la realtà”

L’incredulità di Abbondanza: “Il documento della Regione Liguria è coperto da copyright

Genova – La Casa della Legalità pubblica oggi i grafici sulle incidenze giornaliere del Covid-19 nella Città Metropolitana di Genova e nelle province liguri, numeri registrati tra fine settembre e fine ottobre.

Scarsa condivisione dei dati e poca trasparenza

“I dati di cui si riportano le tabelle sono contenuti in un documento di A.Li.Sa.”, precisa in una nota stampa il presidente della Casa, Christian Abbondanza, aggiungendo che “non sono stati resi pubblici ma anzi il documento della Regione Liguria reca la dicitura di divieto di pubblicazione e diffusione, indicandoli come coperti da copyright”.

Di più. Il documento sarebbe anche carente nei dati perché non precisa nemmeno le classi di età, il sesso e la condizione clinica dei casi riportati nelle tabelle.
“Lo studio – continua la nota – che non indica il tasso grezzo di mortalità (e letalità) dei territori (Comuni e quartieri), nonostante sia fondamentale per una seria indagine epidemiologica”.

Lo conferma Valerio Gennaro, epidemiologo e presidente di Medici per l’Ambiente Genova, che concorda: “Nelle statistiche di A.Li.Sa. vedo che sono omessi anche i dati più elementari come sesso, età, condizioni sociali e cliniche. Manca anche l’incrocio con il dato sulla mortalità! Davvero incomprensibile”. Fornire i dati statistici grezzi, infatti, permetterebbe di moltiplicare i controlli e di effettuare anche analisi epidemiologiche indipendenti. “Solo trasparenza, tempestività e condivisione permetterebbero di conoscere per poi risolvere il disastro in cui siamo nuovamente precipitati”, conclude Gennaro.

Il caso dei quartieri che sono diventati Zona rossa

C’è poi un’altra partita che emerge dalla pubblicazione di A.Li.Sa. e che Abbondanza sottolinea: “Seppur carenti, i dati sul tasso di incidenza giornaliera del Covid-19 in Liguria tra il 21 settembre e il 25 ottobre, registravano un incremento dei casi in molteplici Comuni liguri (come Portofino) e una crescita del tasso in diversi quartieri genovesi” che però non hanno condotto all’adozione di uguali provvedimenti di prevenzione.
Il quartiere di Albaro, ad esempio, non è stato dichiarato Zona rossa con l’ordinanza sindacale del 22 ottobre come è accaduto, invece, per Certosa, Sampierdarena e il Centro Storico. Eppure nella settimana dal 12 al 18 ottobre la rilevazione di A.Li.Sa. registrava un tasso del 7,54 ad Albaro (CAP 16145), del 6,66 a Sampierdarena (CAP 16149) e del 5,58 a Certosa (CAP 16159, registrato in tabella come Bolzaneto).
La settimana dopo (19-25 ottobre) il tasso di Albaro è schizzato a 10,56 e alla fine, il 28 ottobre, il Sindaco ha dovuto estendere la zona d’attenzione a tutta la città.

Occorre capire se vi sia una scelta politica nell’adozione di tale atteggiamento”, conclude Abbondanza lasciando su A.Li.Sa. il sospetto che “nonostante il congruo budget a disposizione, non sia in grado di fornire i dati statistici e i dati epidemiologici con la necessaria completezza e tempestività”.

QUI il documento con tutti i dati sull’incidenza del Covid-19 in Liguria pubblicato dalla Casa della Legalità

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