Se Milan l’è un gran Milan

Bucci ambasciatore di Milano nel mondo

Sindaco, manager, commissario, eppoi Doge, sire e, addirittura, “imperatore”, come lo descrivono alcuni suoi detrattori che lo criticano per il suo spiccato decisionismo soprattutto quando in Sala Rossa ci sarebbe almeno da ascoltare le ragioni degli esponenti dell’opposizione. Talvolta, forse esclusivamente per tattica, ha persino chiesto scusa, arrivando – pensate un po’- ad offrire una rosa ad una consigliera con la quale si era dimostrato non tanto poco galante ma, addirittura, poco educato nel corso di un suo intervento. C’è da chiedersi quanto e in che modo lieviterà la sua autostima già esondante dopo l’ultimo riconoscimento, quello di ambasciatore della grande Milano nel mondo assegnatogli dal centro studi Grande Milano che riunisce alcune delle più importanti aziende del capoluogo lombardo. Insieme a lui hanno ricevuto il conferimento anche Letizia Moratti, l’attore Antonio Albanese e la cantante Gianna Nannini.

Del resto il titolo di ambasciatore per il nostro sindaco non è una novità assoluta basti pensare che qualche mese dopo l’elezione, il 12 ottobre del 2017, durante la cerimonia colombiana aveva insignito della carica di ambasciatori di Genova nel mondo ben 31 genovesi e che i suoi assessori avevano conferito ad un centinaio di concittadini il titolo di saggi.

Alberto Zangrillo

E Zangrillo sbattè la porta

È appena il caso di ricordare che in meno di tre anni due ambasciatori, il musicista Vittorio De Scalzi e il medico Alberto Zangrillo, Prorettore della Facoltà di Medicina del San Raffaele di Milano, nonché medico personale di Silvio Berlusconi, hanno riconsegnato l’onorificenza. In particolare Zangrillo aveva dichiarato: “Non mi riconosco nelle scelte di questa amministrazione. È evidente che mancano i più elementari elementi di trasparenza e meritocrazia. Come medico e docente sono abituato a riconoscere questi valori ogni giorno, nella mia professione e nella mia vita personale. Purtroppo non posso sostenere una politica locale e regionale che sembra andare in direzione contraria”. Anche se i rumor di corridoio mettevano in connessione questa defezione con il rimpasto della giunta di Tursi da cui era stato escluso l’amico personale di Zangrillo e esponente vicino a Forza Italia e a Giancarlo Vinacci.

I meriti del Commissario

Comunque il sindaco è apparso soddisfatto per questa inaspetttata designazione ed ha commentato: “Per un genovese come me è grande motivo di orgoglio. Ed è un grande motivo di orgoglio sapere che anche a Milano siamo conosciuti, onorati e rispettati. Le nostre due città sono molto vicine, solo 133 chilometri su linea ferroviaria. Io vivevo in città negli Stati Uniti che misuravano 160 chilometri da un estremo all’altro. Milano e Genova nei secoli hanno sempre lavorato assieme e io penso che potranno continuare a farlo in futuro essendo complementari l’una all’altra. Farò tutto il possibile per portare la parola di Milano a Genova e la parola di Genova a Milano”. Probabilmente nell’assegnazione dell’onorificenza deve aver influito in maniera rilevante il suo ruolo di commissario per la ricostruzione del ponte San Giorgio dopo il tragico crollo di due anni fa del Morandi. E comunque la vicinanza tra le due città è sempre stato un tasto su cui Bucci ha puntato, da buon manager, anche nel corso della sua campagna elettorale nel 2017. Molti ricorderanno lo scivolone in cui incorse quando disse che Genova sarebbe diventato il più bel sobborgo di Milano. Tanto che qualcuno proprio a quella sua promessa penso’ come una iattura quando crollo’ il ponte, con evidenti disagi di collegamento.

Andrea Di Marco – Movimento Estremista Ligure

Dal “Milano suca” al Sindaco ambasciatore

Poi venne anche il cabarettista Andrea Di Marco che per celia ha fondato il Movimento estremista ligure cristallizzando quel senso di rifiuto tutto ligure e genovese per il turista milanese, quello della “torta di riso e’ finita” di Ceccon e di Milano Suca”, lanciato proprio da Di Marco. Sono curioso di vedere come reagirà il fondatore del “Movimento estremista ligure” con il suo slogan “Basta milanesi” di fronte a questa onorificenza del nostro sindaco. E non è nemmeno detto che, magari, incontrando il Di Marco in vena di “Basta milanesi” e “Milano Suca” finisca per rispondergli stizzito e a modo suo “Sono il sindaco di Genova e l’ambasciatore della Grande Milano nel mondo…. veda un po’ lei”.

Paolo De Totero

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