Ciao Carlo

Quella grande amicizia con Mariangela Melato

A questo punto ciascuno avrà dato sfogo al suo personale ricordo per accomiatarsi da Carlo Repetti che ci ha lasciato e se ne è andato a soli 73 anni al termine di una breve malattia, ma, come si addice alle persone che vorrebbero abbracciare perennemente la gioventu’, ancora con molti progetti da portare a conclusione.

Il mio personale ricordo, che mi è venuto in mente subito dopo aver appreso la notizia della sua scomparsa, è legato ad una vacanza romana con passeggiata in via dei Coronari, la zona degli antiquari. Vidi Carlo insieme ad una delle sue interpreti teatrali preferite, Mariangela Melato a cui Repetti nelle vesti del direttore dello Stabile di Genova aveva fatto una corte incredibile riuscendo a convincerla a diventare la star della compagnia. Una attrice al quale era legato da un grande senso di amicizia. Tanto da dichiarare sette anni fa nel giorno della sua scomparsa: “si dice che nessuno è insostituibile, ma per noi lei lo sarà. Era l’attrice di punta del Teatro stabile di Genova. Era la più grande attrice italiana. Era un’amica, un punto di riferimento artistico. Sicuramente tutta la città di Genova è intorno a una donna, una grande donna oltre a un’atrice, che ha saputo dare tanto a Genova pur non essendo genovese. Credo che troveremo il modo per renderle onore nel modo migliore”. Tanto da intitolarle la scuola nazionale di recitazione dello Stabile.

Feci finta di non averli visti, ma fu lui a chiamarmi con il solito sorriso a chiedermi che cosa ci facessi a Roma e ad invitarci al tavolino al quale erano seduti. Carlo era così, cordiale amichevole. Ti sottoponeva al suo interesse curioso che ti faceva sentire al centro dell’attenzione anche se si accompagnava con un personaggio di quel livello e ti rendevi conto di aver interrotto un confronto fitto fitto sull’arte di andare in scena. Ebbi il terrore di poterne venire coinvolto e temendo di poter fare una brutta figura rifiutai il caffè, salutai e dopo un rituale “Ci si rivede a Genova” mi allontanai.

Mario Tullo
Mario Tullo

“Perfettamente a suo agio fra gli operai dell’Oarn”

Carlo Repetti era così, aveva una straordinaria capacità di metterti a tuo agio. Racconta Mario Tullo di un volantinaggio ai cantieri dell’Oarn insieme a Ubaldo Benvenuti di un incontro proprio con Carlo che usciva dallo Yacht club italiano e del successivo pranzo  di tutti e tre alla mensa dei cantieri con un Repetti perfettamente a suo agio in mezzo agli operai”. Il classico intellettuale che dialoga da pari a pari con la,classe operaia.

E in fondo quella sua apertura curiosa verso le sperienze degli altri, con una capacità di ascolto e di sintesi, ironico e, soprattutto, autoironico categorie dello spirito affatto disprezzabili per un intellettuale che affronta anche la scena politica.

Bellissimo il commosso ricordo che ne fa Mario Paternostro per PrimoCanale. Ed è logico che in qualità di amico vi si possa cogliere una certa commozione: “Di quegli amici antichi con cui ci si vede magari solo ogni tanto, ma si può riprendere un discorso interrotto molti mesi prima come se ci si fosse lasciati la sera precedente. Di quegli amici con cui ti infili in analisi complicate, magari politiche, magari anche su sponde diverse o no, e pochi secondi dopo divaghi sui dolori congeniti dei genoani doc“.

Mario Paternostro

A Praga la meglio gioventù del PCI

E ancora la conclusione: “Per me resta il Carlo di un indimenticabile viaggio famigliare da Vienna a Praga, nel 1987 in pieno agosto, con Claudio e Silvio. Tutti in coda dietro file di Trabant, Claudio allora assessore al Traffico, a beccarsi una multa per avere attraversato la piazza Starometske Namesti fuori dalle strisce pedonali, Silvio a contestare a alta voce la spiegazione a una classe in gita banale e difettosa (secondo il prof.) di una collega insegnante davanti a un capolavoro della Galleria nazionale.

Per me, caro Carlo, sei anche quell’incredibile albero parigino che facesti piantare in cima a via Roma. Grazie. Resiste nonostante tutto e tutti“. diventare. E per finire ad accorgersi che in quella gita a quattro c’è la meglio gioventu’ del PCI genovese prima che il muro di Berlino cada. Insieme a Carlo, l’amico di sempre Claudio Burlando, quello della intuzione dell’Acquario sostenuta anche da Repetti, e Silvio Ferrari, anche lui uomo di cultura e di lettere fine conoscitore della letteratura irredentista e di confine. È lui il professore che contesta la spiegazione lacunosa del collega.

Erano altri tempi per la politica e per la cultura e, probabilmente, anche per la scuola.

Giovanni Toti

Ma la politica preferisce l’intellettuale

Poi c’è l’ufficialità, quella dei comunicati degli enti istituzionali. Quello della Regione: “Ci ha lasciato un uomo delle istituzioni e dal grande attivismo culturale. Lo ricordiamo come scrittore (“Insolita storia di un uomo normale”, “Nero città” e “Il ponte di Picaflor” nella narrativa) come drammaturgo e autore di testi per il teatro, come “Borges, autoritratto di un mondo ” e “Verso la fine dell’estate”, andati in scena anche al teatro Stabile, a cui tanto si è dedicato come direttore sia del teatro che della scuola di recitazione. Era stata la sua scelta di vita dopo aver lasciato il calcio, era stato un ottimo centravanti. Lo ricordiamo anche per la sua cooperazione nell’ideazione e nella realizzazione dell’Acquario e per la fondazione della Film commission. Lascia molto alla città, insieme a un vuoto per il quale esprimiamo condoglianze alla sua famiglia”. Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore alla Cultura Ilaria Cavo ricordando la figura di Carlo Repetti, scomparso oggi all’età di 73 anni.E poi quello del Comune: “Oggi Genova piange per la scomparsa di Carlo Repetti, uomo di cultura e servitore della città – dice il sindaco Marco Bucci -. Fin dagli anni settanta ha lavorato per il Teatro Stabile diventandone poi il Direttore. In questo suo lungo percorso è riuscito a portare lo “Stabile” ad altissimi livelli, rispettando sempre la tradizione genovese. L’impegno di Repetti è andato oltre alla passione per il teatro: è stato anche assessore alla Cultura, al Turismo e allo Sport per il Comune di Genova tra il 1990 al 1993 e dal 1997 al febbraio 2000. A nome di tutta la città esprimo sincera vicinanza e cordoglio alla famiglia”. Mentre l’assessore alle Politiche culturali, Politiche dell’istruzione e Politiche per i giovani Barbara Grosso ricorda Carlo Repetti come “un intellettuale di valore, una figura importante nel panorama culturale genovese. Mi unisco al cordoglio della famiglia, degli amici e di quanti l’hanno conosciuto e apprezzato”.Perché così è se vi pare, stupisce soltanto che il presidente della Regione e il suo assessore Ilaria Cavo preferiscano parlare di Carlo Repetti  come uomo d’arte e scrittore dimenticandosi del politico, prova provata che non lo conoscessero abbastanza. Carlo è sempre stato un esempio di coerenza, sino a lasciare il consiglio di amministrazione del Teatro Stabile per alcune scelte che non condivideva. E arte, teatro, scrittura e politica per lui erano un tutt’uno e facevano parte dell’uomo, insieme alla passione per il Genoa, naturalmente. Come sempre “croce” e raramente “delizia”.Riposa in pace Carlo, che la terra ti sia lieve.Alla famiglia le nostre condoglianze

Paolo De Totero

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