In arresto funzionario della Regione Sicilia, intascava tangenti dai finanziatori della latitanza di Matteo Messina Denaro

Mazzette dal “Signore del vento” in cambio di pareri favorevoli illegittimi per il rilascio di progetti per la costruzione e l’esercizio di impianti di biometano

Palermo – Definito dal Financial Times “il Signore del vento” per i suoi investimenti nell’energia eolica, Vito Nicastri è uno dei volti nuovi di Cosa Nostra. Salito alla ribalta della cronaca per avere finanziato la latitanza di Matteo Messina Denaro, nel 2019 si è preso una condanna in primo grado a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Esponente di quella zona grigia che grazie alla corruzione tiene in comunicazione continua mafia e pubblica amministrazione, oggi il suo nome ricompare nelle carte della DIA di Palermo: avrebbe pagato 30.000 euro di tangenti a Marcello Asciutto, un funzionario della regione Siciliana che gli avrebbe fornito informazioni sullo stato delle pratiche amministrative, della predisposizione di provvedimenti autorizzativi e del rilascio di illegittimi pareri favorevoli sui progetti per la costruzione e l’esercizio degli impianti di biometano di Franconfonte (SR) e Calatafimi-Segesta (TP), proposti dalla cordata Arata-Nicastri mediante la ditta Solgesta Srl.
Secondo le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale palermitana, il tramite per la consegna del denaro sarebbe stato un dipendente dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi Di Pubblica Utilità della Regione Siciliana, Giacomo Causarano.

Stamattina Asciutto è finito ai domiciliari e mentre scriviamo gli inquirenti stanno procedendo a perquisire anche il suo ufficio nel palazzo della Regione.

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Simona Tarzia

Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.