Covid-19, variante UK: 6 settimane per produrre un nuovo vaccino se quello in distribuzione non funzionasse

Pfizer-BionTech e Moderna hanno annunciato una valutazione che richiederà circa 2 settimane

Tra i fattori che nei prossimi mesi influenzeranno l’andamento della pandemia, c’è sicuramente la diffusione della variante UK del covid.

Isolata già ai primi di ottobre, la mutazione è stata resa nota in via ufficiale soltanto il 14 dicembre. Il 18 dicembre il New and Emerging Respiratory Virus Threats Advisory Group (NERVTAG) – il comitato tecnico scientifico che supporta il Governo britannico – ha pubblicato un documento dove si afferma che “esistono moderate evidenze di una sostanziale maggior trasmissibilità rispetto ad altre varianti”.
Tuttavia, come ribadito anche dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e dal report governativo Investigation of novel SARS-COV-2 variant, sulla base delle evidenze disponibili oggi non è ancora possibile trarre conclusioni definitive su quali siano i comportamenti della mutazione.

I particolari li spiega il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, che precisa come al momento non siano chiari “i meccanismi che determinano la probabile maggior trasmissibilità della variante, né le conseguenze sulla severità della malattia”. E questo perché non esistono i dati “su decorso clinico peggiore, mortalità più elevata o maggior vulnerabilità di particolari gruppi di popolazione”.

Poi su quello che preoccupa di più, e cioè l’eventuale riduzione dell’efficacia del vaccino, commenta che “su questo Pfizer-BionTech e Moderna hanno annunciato una valutazione che richiederà circa 2 settimane di tempo e, in caso di mancata efficacia dell’attuale vaccino sulla variante UK, prevedono di riuscire a sintetizzare un nuovo vaccino in 6 settimane”.
Sarà l’anno nuovo, dunque, a dirci se i test addizionali hanno funzionato o se invece questa variante diventerà un ostacolo sulla strada della lotta alla pandemia.

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