Stabilimento Panarello, Crivello: “Vogliamo lo sviluppo delle aziende ma nel rispetto delle regole”

Genova – Sembra che il progetto di ampliamento della Panarello, famosa fabbrica di dolci sulle alture del Righi e situata all’interno del parco dei forti e delle mura, debba suscitare polemiche e scontri ogni volta che la politica se ne occupa. Ne abbiamo già parlato con il  Vicesindaco Pietro Piciocchi  e con Elisabetta Curti presidente del comitato che si oppone a questo ampliamento. Ma per capire ancora meglio di cosa si trattasse esattamente abbiamo anche guardato il progetto per avere un quadro più completo. E oggi Gianni Crivello ha risollevato il problema nella speranza di chiarire una situazione che più passa il tempo più diventa complicata.

E nel suo intervento il capogruppo della Lista Crivello ha voluto sottolineare che “non abbiamo nessun atteggiamento pregiudiziale. Noi vogliamo che le aziende si sviluppino assumano e si potenzino. Però voi dovete rispettare le regole perchè se così non fosse cosa ci stanno a fare le Istituzioni?”. E questa reazione di Crivello è nata dal fatto che in un passo della risposta letta dall’Assessore Maresca che oggi ha sostituito l’Assessore competente Cenci, in merito al progetto di ampliamento, si sia fatto riferimento all’attenzione che l’attuale amministrazione ha per le aziende e il loro sviluppo. Facendo supporre che la minoranza, chiedendo chiarimenti e rassicurazioni sulla modifica al PUC che avvierebbe l’ampliamento, non si occupi dello sviluppo economico della città.

Di certo il progetto ha qualche lacuna, e forse qualcosa da rivedere, ma il documento di oggi, scritto dagli uffici della Cenci e di fatto poco esaustivo, non ha contribuito certo a fare chiarezza. Le rassicurazioni del Vicesindaco durante la nostra intervista sono arrivate. Le modifiche saranno seguite da una concreta ristrutturazione di tutta la palazzina dove Panarello produce e che francamente non è bella a vedersi. Ma forse sarebbe stato il caso di confrontarsi con i confinanti per evitare di dover arrivare allo scontro. Ma in questi tempi di propaganda perenne conviene farsi vedere forti piuttosto che ragionevoli.

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