Minacce a Toti: “Gentilissimo tieni aperti i ristoranti per Natale o faremo disastri”

 Non ci sono più, fortunatamente, i terroristi di una volta

Genova – C’è chi non riesce a fare uno slogan da stadio,perchè allo stadio non è mai stato, e c’è chi non ha proprio la capacità di fare una minaccia terroristica.
La minacce arrivata da sedicenti bombaroli al Presidentissimo inizia con:  “Gentilissimo presidente Giovanni Toti, le consiglio vivamente di tenere aperti i bar e i ristoranti, per Natale, diversamente faremo disastri. Conosce le bombe? …Ok”.

Vivamente

Quel “vivamente” unito al “faremo disastri” sono indice di una totale impreparazione all’attività terroristica. Probabilmente si tratta di persone che si brucerebbero le dita con le stelline scintillanti.

Un invito ad abbassare i toni

Non è chiaro se la missiva di minacce sia arrivata in questi giorni o nei giorni precedenti il Natale. Il comunicato stampa di “Cambiamo”, dove viene stigmatizzato il fatto e consigliato di abbassare i toni,  dice testualmente: “Speravamo di iniziare questo 2021 con un altro passo. E invece l’anno si è aperto così, con le polemiche al benvenuto al mondo della prima nata a Genova e con le minacce di violenza scritte in forma anonima”.

Una minaccia recapitata in ritardo?

Quindi forse per colpa di un possibile disservizio postale, ormai il presidente non potrà più, spaventato dal termine,  “gentilissimo”, incipit della missiva, porre rimedio a una situazione che non era comunque  in suo potere modificare.
I terroristi “di una volta”, di qualsiasi fazione fossero, avevano una preparazione decisamente meno approssimativa e sarebbero stati al corrente del fatto che minacciare chi non avrebbe potuto accontentare le richieste sarebbe stato tempo perso.

Fuoco amico

Senza dubitare della veridicità del messaggio minatorio di cui certamente si sta occupando la Digos, ci sembra di notare un lieve dissidio interno alla maggioranza del governo regionale con un po’ di fuoco amico da parte della Lega che forse ha necessità di recuperare il terreno perduto dopo le”topiche” del leader Matteo Salvini degli ultimi giorni.

 

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