Riforma dei Municipi, Crivello: “Eletti per non contare nulla”

Secondo il capogruppo della Lista Crivello, Bucci considera il confronto politico come “una perdita di tempo che disturba il manovratore”

Genova – Si tratterebbe soltanto dell’ennesimo passo del Sindaco per accentrare le decisioni “al sesto piano di Palazzo Tursi invece che in Sala Rossa”.
Si arrabbia Gianni Crivello, consigliere comunale della Lista Crivello e già assessore ai Rapporti con i Municipi della Giunta Doria, che sbotta: “Definirla riforma è un eufemismo, perché nella realtà è un’offesa alla democrazia e alla partecipazione”.
Il riferimento naturalmente va all’ultima delibera della Giunta Bucci, “approvata il 30 dicembre, ma guarda tu, e proposta da un assessore in carica da dieci giorni”, cioè Lorenza Rosso, che ha sostituito il dimissionario Stefano Costa in un’operazione contestata anche dai presidenti di Centro Destra ai quali
Crivello ricorda di  “fare attenzione perché anche voi non conterete più nulla”.

Sei municipi su nove sono governati dall’opposizione

“C’è un altro aspetto da non sottovalutare”, continua Crivello sottolineando che al Sindaco darebbe fastidio il fatto che “solo tre Municipi sono governati dal Centro Destra”. Una seccatura per il Primo Cittadino, soprattutto “quando i presidenti mettono in evidenza i propri risultati, successi che lui non si può attribuire nei circa trenta comunicati stampa che lancia ogni giorno”.
In parole povere, con le amministrative all’orizzonte il problema starebbe anche nell’acquisto di consensi da parte dei presidenti dei municipi e nella perdita di visibilità del Sindaco.

“La città del domani non si costruisce con le colazioni al bar”

Un’altra frecciata a Bucci arriva per le colazioni col Sindaco. “Decentrare significa gestire il territorio in maniera collegiale, fare un lavoro d’equipe, costruire insieme la città”, sottolinea Crivello che poi non perde l’occasione per mettere in chiaro che “questo non si fa con le colazioni al bar né ripetendo ogni volta in Consiglio Comunale che il suo ufficio è sempre aperto. Non siamo stati eletti per andare nell’ufficio del Sindaco, le decisioni si prendono in Consiglio Comunale”.
E poi parlando dei casi in cui Bucci ha messo il silenziatore al Consiglio ribadisce che “c’è un collegamento tra la riforma dei municipi e l’incrinarsi della partecipazione. Che senso ha essere costretti a raccogliere le firme per richiedere delle sedute monotematiche perché altrimenti in aula possiamo discutere di canili ma non possiamo parlare del Recovery Fund o dell’ex ILVA o del futuro della città?”.
Tutto questo perché, conclude Crivello, “nella visione assolutista di questo Sindaco anche Palazzo Tursi è una perdita di tempo. Figuriamoci doversi confrontare con i nove municipi quanta perdita di tempo può rappresentare per Marco Bucci”.

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