Metro, monorotaia e Sky Tram: il Comune di Genova punta ai soldi del MIT

I 670 milioni richiesti rientrano nei finanziamenti destinati al “trasporto rapido di massa ad impianti fissi”

Genova – La Giunta genovese, su proposta dell’assessore alla mobilità integrata e ai trasporti Matteo Campora, in accordo con il vicesindaco e assessore al bilancio Pietro Piciocchi, ha approvato oggi una delibera che prevede di inoltrare, al MIT la richiesta di accesso ai finanziamenti destinati al “trasporto rapido di massa ad impianti fissi”.

I progetti che la Giunta intenderebbe finanziare riguardano il prolungamento della metropolitana a Rivarolo e il completamento della stazione di Martinez/Terralba, poi la monorotaia di Erzelli, e infine lo Sky Tram della Val Bisagno.
670.797.154,70 euro che si prevede di destinare così: 74.516.124,63 euro per il prolungamento di Rivarolo e il completamento della stazione di Martinez/Terralba, 63.410.340,28 euro per il completamento della stazione di Corvetto, 248.859.138,83 euro per la monorotaia di Erzelli, e 284.011.550,97 euro per lo Sky Tram della Val Bisagno.

I contributi richiesti dall’Amministrazione si riferiscono al “Fondo per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni Centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese”, le cui risorse sono state stanziate dal MIT per l’orizzonte temporale 2019-2033.

Il progetto dello Sky Tram

Il tracciato ha uno sviluppo complessivo di 6.500 metri e sono previste 8 stazioni: Brignole, Marassi, Parenzo, Staglieno, Adriatico, Bligny, San Gottardo, Molassana. Il viadotto ad “U” sul quale transiteranno i vagoni è stato progettato per contenere il rumore e le vibrazioni. Le pile saranno posizionate in adiacenza alla sponda del torrente Bisagno.

“L’impatto sulla viabilità urbana, sia in fase di costruzione che in fase di esercizio, sarà minimo e sarà assicurato il mantenimento di tutti i collegamenti stradali esistenti. Sostanzialmente inalterato anche il numero dei parcheggi lungo gli argini del torrente Bisagno”, assicurano da Tursi aggiungendo che un “altro aspetto importante è rappresentato dal fatto che non ci sarà alcuna alterazione del regime idraulico del corso d’acqua e – durante la fase realizzativa – l’interferenza diretta con l’alveo sarà molto limitata. La proposta presentata dal RTI Itinera-Alstom-Meridiam prevede la gestione della nuova linea, per una durata di 30 anni, e la fornitura dei mezzi necessari all’esercizio”.

La nuova linea prevede un doppio binario per l’intero tracciato, con scambiatori in prossimità delle stazioni di Brignole e Molassana, per permettere l’inversione di marcia dei convogli, e in prossimità delle stazioni di Staglieno e San Gottardo per garantire maggior flessibilità al sistema in caso di guasti/avarie.
Sono dieci i treni previsti dalla fornitura. Ogni treno avrà una capienza complessiva di 280 posti e sarà gestito da un sistema di segnalamento e automazione senza conducente. Il sistema proposto è dimensionato per garantire una capacità di linea pari a 5mila passeggeri all’ora.
Il tempo di percorrenza è di circa 10-11 minuti per la direzione Molassana-Brignole, la frequenza prevista è di tre minuti e mezzo nell’ora di punta, la velocità commerciale sarà pari a circa 37 km/h. L’investimento totale previsto ammonta a circa 580 milioni di euro (IVA esclusa), di cui oltre la metà finanziati dal Raggruppamento Proponente.

La monorotaia di Erzelli

Le sue caratteristiche di massima del progetto sono impostate dal bando di concorso che il raggruppamento di imprese composto Systra-Sotecni, Italferr e Architecna Engineering si è aggiudicato a febbraio 2020.
In linea di massima, l’impianto che salirà sulla collina Erzelli sarà a monorotaia e avrà una lunghezza complessiva che non supererà i 2,3 km. Partirà dall’area dell’aeroporto Cristoforo Colombo per arrivare al Great Campus (Genoa Research & Advanced Technology Campus), il Parco Scientifico Tecnologico sorto sulla collina.
L’infrastruttura comprenderà in tutto tre stazioni: una a valle, collegata alla futura stazione ferroviaria vicino all’aeroporto, e due sulla sommità della collina. Nel progetto anche la realizzazione dei locali di servizio necessari all’attività: un deposito e una sala controllo.

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