Incidente mortale in monopattino a Genova: le nostre città sono attrezzate per accogliere la micro mobilità?

Merella: “Uno dei problemi è che il monopattino non è normato dal Codice della strada”

Genova – Sui social abbiamo letto commenti di tutti i tipi dopo il tragico incidente di stamattina dove ha perso la vita una giovane donna a bordo del suo monopattino a Marassi. Le città sono pericolose, le strade del centro sono delle stesse dimensioni di 40-50 anni fa ma le auto sono sempre più grandi, veloci e numerose. Le insidie, anche per i pedoni sono tantissime. Dagli attraversamenti pedonali che spesso sono  occupati da auto in sosta selvaggia, ai parcheggi in doppia fila, figli dell’italianissimo “30 secondi e me ne vado”.  In questo contesto si inseriscono mezzi di trasporto leggero o se preferite dolce, che per Genova sono una novità in assoluto, visto che le salite sono sempre state un deterrente allo sviluppo di questo tipo di mobilità. Con la diffusione delle biciclette a pedalata assistita, stiamo vivendo una stagione un po’ più “green” anche se siamo ancora un po’ arretrati rispetto ad altre realtà anche nazionali.

Mobilità dolce in espansione

Il mercato della mobilità dolce è in forte espansione, e le aziende spingono perchè si sviluppi rapidamente. Dall’Europa arrivano incentivi per invogliare  all’acquisto di monopattini e biciclette elettriche. E Genova, per una volta, sta tentando questa metamorfosi con le “piste ciclabili d’emergenza” che hanno da subito suscitato polemiche fortissime. Ma si sa, le novità non sono mai ben accolte, e se l’effetto del cambiamento non è immediato le polemiche aumentano a dismisura. Qualcuno ricorderà le proteste dei commercianti quando fu deciso che il “quadrilatero” adiacente alla centrale via XX Settembre dovesse diventare pedonale. Oggi, sarebbe impensabile veder passare auto in un luogo dove si può prendere l’aperitivo comodamente sediti in un dehor. Lo stesso vale per via Sestri che grazie alla sua pedonalizzazione ha i più interessanti negozi della città. E poi un processo sociale ha bisogno di tempo per partire e assestarsi.

Le ciclabili d’emergenza

In effetti le ciclabili d’emergenza hanno creato qualche disagio al traffico, un po’ di rallentamenti soprattutto in Corso Italia, ma era un’iniziativa che andava fatta  per agevolare un cambio di mentalità. È anche vero che se siamo in macchina mal sopportiamo biciclette, pedoni, motorini, e se siamo in scooter protestiamo contro auto, autobus e monopattini. Insomma un tutti contro tutti.  E in questo contesto si è consumato stamattina questo grave incidente dove un mezzo pesante e una giovane donna in monopattino si sono scontrati. È qui le amministrazioni possono fare molto. Garantire la sicurezza di tutti quelli che sono attori nelle nostre strade dividendo e modificando i flussi di traffico, garantendo sedi protette e soprattutto sviluppando un trasposto pubblico che sia veloce, puntuale ed efficiente.

fp

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