Esselunga tempi corti. Via libera con procedura d’urgenza al nuovo centro commerciale di San Benigno

Al voto in fretta e furia la modifica del PUC che apre le porte di Sampierdarena al supermercato Esselunga

Genova – Con i 21 voti favorevoli della maggioranza, il Consiglio comunale genovese ha approvato la delibera lampo che modifica il piano urbanistico e concede alla catena della famiglia Caprotti di accendere la sua seconda insegna genovese. E così, dopo il supermercato inaugurato in via Piave nel dicembre scorso, Esselunga aprirà a San Benigno un centro commerciale da 3.200 mq con parcheggio sotterraneo. Il più grande in una città dove, secondo gli ultimi dati del 2019, hanno chiuso i battenti 1.211 esercizi commerciali.

E in questo balletto della grande distribuzione si schiera dalla parte del colosso dei supermarket anche il Consiglio regionale, che stamattina ha votato per respingere un ordine del giorno della Lista Sansa che proponeva di prorogare per tutto il 2021 la moratoria per la costruzione di nuovi centri commerciali in Liguria. Ma si sa che Aep SpA, “il costruttore di Esselunga”, compare “tra i finanziatori della campagna elettorale del presidente Toti e del Centro Destra”, striscia Ferruccio Sansa facendo riferimento alla donazione da 50.000 euro che il gruppo ha versato nelle casse del Comitato Giovanni Toti a settembre 2020.

Ma c’è di più.
A sottolineare le ombre che la procedura d’urgenza getta sull’approvazione della modifica al PUC, ci pensa Ubaldo Santi, consigliere comunale del gruppo misto che in aula ha parlato di “una scelta che trasuda sospetto” anche considerando il fatto che nessuno ha tenuto in considerazione che “il piano regolatore portuale prevede 12 metri di altezza massima e invece l’edificio di Esselunga toccherà i 28 metri”, aggiunge il capogruppo dem, Alessandro Terrile, mentre il pentastellato Luca Pirondini rincara la dose e richiama il contratto con cui il Gruppo Biasotti ha venduto i terreni a Dora Srl, azienda nell’orbita di Esselunga.
“Leggendo il contratto si trova una clausola che vincolerebbe l’acquirente al versamento di un milione e mezzo di euro in più al venditore nel caso di un cambio di destinazione d’uso dell’area”, precisa Pirondini lasciandoci il sospetto che votando per la variazione al PUC la maggioranza si sia espressa anche sul fatto di mettere in tasca un milione e mezzo di euro all’ex Governatore del Centro Destra.

Ma sì, chi se ne frega. E chi se ne frega dei 1.200 veicoli che secondo i dati della grande distribuzione, ricordati in aula da Paolo Putti, andranno a intasare la zona di Genova Ovest. L’importante è che i commessi del gruppo Caprotti “sorridano”.
Non è uno scherzo. Lo ha detto Marta Brusoni ieri in Commissione, la consigliera della lista Bucci che sembra dimenticare le lacrime che verseranno i piccoli negozianti.

Simona Tarzia

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