Riforma dei Municipi, Bucci: “Aumentati i poteri, ma bisogna essere abbastanza smart da capirlo”

“Ho grande fiducia in tutti i presidenti dei municipi che saranno in grado di capire quello che veramente conta”

Genova – “Io mi auguro che da oggi in poi ci si focalizzi non solo sui 281 mila euro ma sui 20 milioni di media che il Comune di Genova assegna ai municipi. Abbiamo circa 200 milioni e fatti i conti dunque ce ne sono circa 20 per ciascuno, con progetti grandi, importanti, perché noi spendiamo molto”.
Prova a smorzare la polemica il Sindaco di Genova dopo che, nella seduta di oggi, il Consiglio comunale ha votato per la modifica del decentramento. Perché “l’obiettivo”, continua Bucci, è quello di “avere una collaborazione molto più intensa per queste cose grandi. E cominceremo da subito perché nelle prossime settimane col Municipio Medio Ponente parleremo della sistemazione di Villa Bombrini”.

Quanto all’area vasta e al fatto che, come Sindaco metropolitano, forse avrebbe fatto meglio a cedere competenze ai municipi per occuparsi dello sviluppo strategico, dei servizi e delle infrastrutture di un territorio che copre 67 comuni, non è d’accordo e anzi sottolinea che è esattamente quello che sta facendo: “Stiamo dicendo la stessa cosa – risponde -, se da 280mila passi a 20 milioni vuol dire che è aumentato il potere. Però bisogna essere abbastanza smart da capirlo, e il Municipio Medio Ponente l’ha già capito e infatti stiamo lavorando per investimenti di milioni”.

Cioè, il Sindaco pensa che gli altri presidenti non abbiano capito l’essenza di questa modifica?
“lo capiranno sempre di più in futuro. Ho grande fiducia in tutti i presidenti dei municipi che saranno in grado di capire quello che veramente conta e come faremo il lavoro in futuro”, precisa Bucci che poi sposta il discorso sull’opposizione che ha abbandonato l’aula e dichiara: “Con chi abbandona l’aula è difficile fare dei dibattiti cioè io posso farli con me stesso i dibattiti ma se la persona non è presente è molto difficile fare dibattiti. Da me vengono decine di persone a parlare tutti i giorni, come sapete, dalle 7 e un quarto alle nove di sera, e quindi le porte sono sempre aperte per chi vuole parlare. Chi usa le situazioni per politiche strumentali mi dispiace ma troverà pane per i suoi denti insomma”.

Peccato che la politica sarebbe meglio farla in aula che non nell’ufficio del Sindaco.
“Ma io non faccio politica – conclude -, io faccio l’amministratore e penso di farlo bene, almeno da quel che dice la gente”.

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