Vaccino anti-Covid, la tegola dei tagli: in Italia consegnate meno della metà delle dosi previste

E al 10 marzo solo il 2,9% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale

Mentre c’è grande attesa per il vaccino Johnson & Johnson, che dovrebbe avere il via libera dell’Ema questo pomeriggio, e sul quale si erano addensate le nuvole della polemica dopo che l’agenzia Reuters aveva scritto di problemi di produzione che mettevano a rischio la fornitura dei 55 milioni di dosi previste per l’UE nel secondo trimestre (di cui 7,3 milioni per l’Italia), arriva un’altra doccia fredda dal monitoraggio della Fondazione Gimbe.
Secondo l’organizzazione, infatti, delle dosi previste per il primo trimestre 2021, al 10 marzo (aggiornamento ore 6:01), risultano consegnate alle Regioni 7.207.990 dosi, meno della metà di quelle attese.
In dettaglio: negli ultimi 7 giorni sono state registrate sulla piattaforma ufficiale solo 665.730 dosi di Pfizer/BioNTech, mentre non risulta alcuna consegna per i vaccini Moderna e AstraZeneca, anche se non si possono escludere ritardi di notifica.
“Secondo i dati ufficiali – commenta il Presidente dellaFondazione, Nino Cartabellotta – per rispettare le scadenze contrattuali, entro la fine del mese dovrebbero essere consegnate in media 2,8 milioni di dosi/settimana, rispetto ad una media di 680.000 dosi/settimana consegnate dall’inizio dell’anno”.

Il punto sulle somministrazioni

Al 10 marzo (aggiornamento ore 6:01) hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 1.747.516 milioni di persone (2,9% della popolazione), con marcate differenze regionali: dal 4,46% della Valle D’Aosta al 2,27% dell’Abruzzo. Se da un lato il numero di somministrazioni sta progressivamente aumentando, con l’80,2% delle dosi consegnate somministrate alla popolazione, persistono notevoli differenze tra i diversi tipi di vaccino: se per Pfizer, infatti, sono state iniettate oltre il 90% delle dosi disponibili, questa percentuale scende per i vaccini AstraZeneca (52,2%) e Moderna (44,2%).
L’estensione da parte del Ministero della Salute all’uso del vaccino AstraZeneca agli over 65, rende urgente finalizzare gli accordi regionali con i medici di famiglia, laddove non ancora definiti, perché la loro piena collaborazione è decisiva per accelerare la vaccinazione della popolazione generale.
Infine, rispetto alla protezione dei più fragili, degli oltre 4,4 milioni di over 80, 1.098.047 (24,8%) hanno ricevuto unicamente la prima dose di vaccino e solo 231.058 (5,2%) hanno completato il ciclo vaccinale con rilevanti differenze regionali, anche se nelle ultime due settimane si registra un netto cambio di marcia.

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