Da Nord a Sud, ecco tutte le grandi opere in mano a Webuild

Il Gruppo Webuild al lavoro sui principali 18 progetti infrastrutturali del Paese mentre su Pietro Salini incombe il processo per le tangenti ad Alta Velocità

“Sono circa 7.000 le imprese che insieme al Gruppo Webuild (ex Salini Impregilo) stanno realizzando i principali 18 progetti infrastrutturali in Italia, per un valore complessivo di contratti assegnati alla filiera di fornitori e subfornitori superiore a 7,5 miliardi di euro dall’inizio dei lavori ad oggi, e una quota del 98% rappresentata da aziende italiane”, spiega il colosso delle costruzioni con una nota stampa arrivata stamattina.

Un filo di cemento che collega la Penisola dal Trentino alla Calabria, isole comprese.
La linea ferroviaria alta velocità/capacità Verona-Padova, il Terzo Valico dei Giovi, il nodo ferroviario di Genova, la Metro C di Roma, la M4 di Milano e la metro di Napoli, l’alta velocità Napoli-Bari, l’Ospedale del Sud-Est Barese di Monopoli-Fasano, il terzo lotto della Statale 106 Jonica: sono solo alcune delle grandi infrastrutture in mano a Pietro Salini, l’Ad di Webuild, che sta lavorando anche con i soldi pubblici di Cassa Depositi e Prestiti il cui “ingresso nel capitale di Webuild è in linea con la mission istituzionale di CDP Equity“.  È scritto sul sito istituzionale della controllata del MEF dove si precisa che l’obiettivo è “di favorire il rilancio del settore nazionale delle costruzioni mediante l’avvio del Progetto Italia finalizzato a supportare la realizzazione di progetti infrastrutturali strategici per il Paese”. E magari anche di salvare Astaldi SpA dalla bancarotta.
“L’aggregazione tra Webuild e Astaldi rappresenta un importante tassello del Progetto Italia, avviato nel 2019 con il supporto di Cassa Depositi e Prestiti e finalizzato a creare il campione italiano nel settore delle costruzioni”, ha commentato lo scorso novembre a operazione conclusa l’Ad di Cdp, Fabrizio Palermo, aggiungendo che “nel suo ruolo di azionista di lungo periodo Cdp continuerà a supportare i piani di crescita di Webuild”. Con capitali pubblici e in barba alla concorrenza, visto che ai piccoli costruttori rimarranno solo le briciole.

Modello Genova alla portata di tutti

Come se non bastassero le iniezioni di liquidi di Cassa Depositi e Prestiti, un’altra bella spinta agli affari di Salini-Impregilo-Webuild arriva dal Decreto semplificazioni e dalle norme Sblocca-cantieri.
In sostanza: grandi opere affidate senza gara per sbloccare in fretta i cantieri e far ripartire l’economia. In deroga al codice degli appalti e grazie ai superpoteri dei commissari che decidono per tutti. Come per la ricostruzione del Morandi.
E dunque via libera al Modello Genova per tutti, perché si sa che non è l’eccesso di corruzione a soffocare il rilancio del Paese, ma è l’eccesso di regole e controlli.

Salini a processo per il Terzo Valico

Nell’ottobre 2016, deflagra l’inchiesta genovese della Guardia di Finanza sulle tangenti per l’alta velocità Milano-Genova. Quattordici tra imprenditori e funzionari del Cociv, il general contractor incaricato della progettazione e costruzione del Terzo Valico, finiscono agli arresti domiciliari.
Nel giungo 2018, con la chiusura delle indagini preliminari, gli indagati salgono a 36, compreso Pietro Salini che è accusato di turbativa d’asta. Con lui anche Ercole Incalza, l’ex capo della Struttura tecnica di missione del MIT, e Andrea Monorchio, ex Ragioniere generale dello Stato ed ex presidente di “Infrastrutture SpA“, società a partecipazione pubblica costituita per il finanziamento delle Grandi Opere.
Un capitolo questo, non ancora concluso.
A luglio 2020 i Pm hanno deciso di mandare a processo Salini, Incalza, Monorchio e gli atri indagati per i quali, se il Gup accoglierà la richiesta di rinvio a giudizio, si attende l’inizio del procedimento.
Nel frattempo… We build.

Simona Tarzia

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