Olio di palma e di soia per uso energetico: stop dal 2023

Il Parlamento vota il ddl di delegazione europea che dà mandato al Governo di stabilire le rinnovabili del futuro: entro l’estate le nuove norme

L’olio di palma e l’olio di soia saranno esclusi dai sussidi di mercato e dalla produzione di biocarburanti ed elettricità a partire dal 1 gennaio 2023. Lo stabilisce un norma approvata ieri sera alla Camera dei deputati dopo il primo passaggio in Senato, il 30 ottobre scorso.
Ora la palla passa al Governo che dovrà includerne il testo nella prossima legge sulle energie rinnovabili da presentare al Parlamento entro l’estate per l’approvazione finale. L’obiettivo è di averla al più tardi entro la fine dell’anno, se non altro per evitare ulteriori procedure di infrazione europee.

Il testo della norma

La pubblicità ingannevole del biodiesel Eni

Tutto parte dalla condanna della pubblicità ingannevole del biodiesel Eni, il 15 gennaio 2020, quando l’Antitrust sanzionò l’azienda con una multa da 5 milioni di euro: in uno spot, infatti, definiva “green” il suo EniDiesel+ altamente inquinante.
Dopo questa vicenda Eni ha deciso di abbandonare l’uso dell’olio di palma entro il 2023.

Metà dell’olio di palma consumato in Italia finisce nei serbatoi

Nel 2019 l’Italia ha consumato poco più di 1,4 milioni di tonnellate di olio di palma, destinandolo per oltre il 70% alla produzione di energia, metà nei serbatoi dei diesel e per metà in centrali elettriche “verdi”: il tutto incentivato con almeno 700 milioni di euro all’anno pagati dai cittadini ad ogni pieno carburante e in ogni bolletta elettrica. Ovviamente senza saperlo o poter scegliere prodotti alternativi. La crescita dei consumi di biodiesel ha causato, dal 2015 ad oggi, il 90% della deforestazione in Indonesia e Malesia per far posto a piantagioni di olio di palma. Dal 2001 ad oggi nei due paesi asiatici sono andati persi 33 milioni di ettari di foresta: una superficie pari all’Italia e la Svizzera messe insieme.

Basta con la deforestazione made in Italy

“La transizione energetica ed ecologica passa anche dalla fine della deforestazione made in Italy e dallo stop alla combustione di oli alimentari come quello di palma e di soia”. Lo ha dichiarato subito dopo l’approvazione della norma Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, che  ha aggiunto: “La decisione faciliterà soprattutto la crescita della mobilità elettrica da fonti energetiche davvero rinnovabili, come solare, eolico e biogas, o etanolo da scarti e rifiuti”.

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