Approvata la nuova legge urbanistica regionale: la Giunta punta sui “poli attrattori” per rilanciare l’entroterra ligure

Genova – Con i 16 voti a favore dell’intera maggioranza e i 10 contrari di Pd-Articolo Uno, M5S, Lista Sansa e Linea Condivisa, è stato approvato ieri dal Consiglio regionale ligure il disegno di modifica della legge n.36/1997 in materia urbanistica.

”Sono molto soddisfatto dell’approvazione delle variazioni alle Legge Urbanistica del 1997. Modifiche attese da anni, poste da oggi alla base di una nuova visione di pianificazione urbanistica che disegnerà la Liguria dei prossimi vent’anni”.
Lo ha detto Marco Scajola, in serata, dopo il lungo dibattito sul ddl 59.
“La riforma è stata costruita grazie alla collaborazione e al confronto continuo con il territorio e consentirà uno sviluppo armonico del territorio”, ha proseguito  l’assessore che poi ha puntualizzato: “Sarà una Liguria in cui le città capoluogo, i grandi centri costieri e i centri di riferimento delle valli interne offriranno servizi più efficienti, qualificati e meglio distribuiti, con un entroterra vivo, con più opportunità, che ospiterà start up innovative e con un fronte mare riqualificato e più attento all’equilibrio ambientale”.
“La riforma – ha concluso Scajola – consentirà ai comuni qualificati come città o come poli attrattori dell’entroterra di gestire in autonomia le iniziative urbanistiche dei privati e lasciare alla Regione il ruolo di supervisore per lo sviluppo e la collocazione di servizi e infrastrutture in modo armonico su tutto il territorio, ponderandole sul reale bacino di utenza. Questa suddivisione apporterà, quindi, un’ulteriore semplificazione amministrativa, altro elemento su cui abbiamo lavorato molto nel precedente mandato e su cui intendiamo proseguire per disegnare la Liguria del futuro, la Liguria che vogliamo per i nostri figli”.

Le modifiche alla legge del 1997

Le modifiche riguardano i comuni a cui il Piano territoriale regionale (in corso di definizione), a seguito del confronto con il territorio, attribuirà la qualifica di città (capoluoghi, conurbazioni costiere e valli urbane) e per i quali il piano urbanistico comunale (PUC) sarà sostituito da due strumenti: il piano dei servizi e delle infrastrutture (PSI), in cui verrà stabilito il sistema delle prestazioni pubbliche da mettere in campo in relazione ai fabbisogni espressi dalla popolazione compresa quella proveniente dal bacino d’utenza sovracomunale, di approvazione comunale e regionale. E il piano urbanistico locale (PUL), che disciplinerà l’uso del territorio in coerenza con il piano dei servizi e delle infrastrutture e sarà di esclusiva competenza dei comuni stessi, senza alcun passaggio amministrativo in Regione. Viene inoltre riservata la possibilità di aderire a questo nuovo modello di pianificazione ai comuni che costituiscono centri di riferimento per l’entroterra e che vengono definiti dalla legge “poli attrattori”. Per tutti gli altri comuni resterà valido il modello di pianificazione del piano urbanistico comunale, come già ad oggi disciplinato dalla legge urbanistica regionale.

Quali sono gli emendamenti approvati?

Sono stati approvati quattro degli emendamenti presentati dal gruppo Lista Ferruccio Sansa presidente e uno di quelli presentati dal gruppo Pd-Articolo Uno.
In particolare sono stati approvati, fra gli altri, due emendamenti presentati da Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) con i quali viene sottolineata la necessità di uno sviluppo e di una mobilità sostenibili. Approvato un emendamento presentato da Davide Natale (Pd-Articolo Uno) che, anche in considerazione della fase pandemica, chiede di pianificare in modo capillare fra i servizi anche quelli di medicina territoriale.
Approvati tutti gli emendamenti presentati dall’assessore Marco Scajola: fra questi uno, che è stato approvato all’unanimità, autorizza i Comuni, in considerazione del permanere dell’emergenza sanitaria e della necessità del distanziamento sociale, a concedere spazi da utilizzare per dehors che ricadono in aree demaniali marittime. Viene disposta, inoltre, l’esenzione per il 2021 dell’imposta di competenza regionale. Approvato un altro emendamento della giunta che proroga dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023 la deroga per l’approvazione dei Puc.

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