Attacco Jihadista in Burkina Faso: ucciso il giornalista David Beriain e il cameraman Roberto Fraile

Burkina Faso: “giustiziati”  tre europei

“In un audio, i presunti autori rivendicano di essere del ‘Jnim’ e affermano di aver ucciso tre ‘bianchi’, sequestrato due veicoli, diverse motociclette e armi”, scrive in un tweet l’accreditato account “Sahel Security Alerts” che monitora la situazione della sicurezza nell’area del Liptako-Gourma con particolare attenzione proprio al Burkina Faso. L’attacco era stato sferrato contro una pattuglia anti-bracconaggio, con la quale si trovavano formatori e giornalisti occidentali”.

La notizia rimbalza sulle agenzie di oggi con un certo fragore misto a incredulità. Il famoso documentarista spagnolo David Beriain è tra le quattro vittime dell’agguato jihadista in Burkina Faso. Beriain stava preparando un reportage sui cacciatori di frodo insieme al cameraman Roberto Fraile.  A fare da guida ai giornalisti l’altra vittima europea, un irlandese attivista di una ONG.

Chi era David Beriain

David Beriain, giornalista esperto aveva prodotto moltissimi reportage in teatri operativi e zone di crisi. Dall’Iraq all’Afghanistan al Messico. Ma anche Congo, Kurdistan e Colombia. In Italia era conosciuto per il programma “Il mondo dei narcos” e due anni fa aveva realizzato “Clandestino”, trasmesso dal canale Nove. E proprio per il reportage  sulla ‘ndrangheta “Clandestino” venduto alla tv italiana, è stato indagato  dalla Procura di Milano con l’accusa di truffa. Il documentario, di notevole fattura e di grande spessore giornalistico, sembra però che avesse fatto ricorso a degli attori professionisti per impersonare gli esponenti mafiosi.

Cosa succede in Burkina Faso

Il Burkina Faso è afflitto da qualche anno da una guerra sanguinosa tra Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM) affiliato ad Al-Qaeda e lo Stato islamico nel Grande Sahara (ISGS) nella zona del Sahel, la fascia sub sahariana che va dall’oceano Atlantico al Mar Rosso.

Le due organizzazioni terroristiche, JNIM e ISGS hanno origini comuni nella rete di Al-Qaeda nel Maghreb. Nella zona del Sahel , soprattutto sul versante maliano, operano da tempo i francesi che hanno cercato di contrastare l’azione dei terroristi anche con bombardamenti aerei neutralizzato nello scorso anno una media di 80 ribelli al mese. E in questa lotta tra islamicaAl-Qaeda e Isis, sono finiti in un’imboscata, perdendo la vita, il gruppo di giornalisti e volontari.

fp

CONDIVIDI
Fabio Palli

Spirito libero con un pessimo carattere, ho lavorato nella ex Jugoslavia, in Libano e nella Striscia di Gaza. Mi occupo di inchieste sulle mafie e di geopolitica.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: